di Vincenzo Diocleziano Di Natale
Il piano industriale dell’Ater Umbria 2026-2030 segna un boom nel 2025 con 153 alloggi in ristrutturazione, quasi il doppio rispetto a marzo, e in totale oltre 430 unità tra nuove e ripristinate pronte a contrastare l’emergenza abitativa. Restano però sfide importanti, tra cui le morosità incolpevoli, la gestione dei condomini misti e la necessità di maggiori fondi. Il piano punta anche a migliorare la comunicazione con i locatari, con feedback digitali immediati e iniziative sociali nei condomini per rafforzare coesione e supporto alle famiglie. È questo il quadro emerso durante la conferenza stampa di presentazione del piano, ospitata lunedì nel Salone d’Onore di Palazzo Donini, alla presenza della presidente della Regione Stefania Proietti, dell’assessore alle Politiche della casa Fabio Barcaioli, del presidente di Ater Federico Santi e del direttore generale Andrea Napoletano.
il boom del 2025 Il dato simbolo del cambio di passo è quello sugli alloggi in ristrutturazione: da 81 a 153 in pochi mesi, tra il monitoraggio del 30 marzo e quello del 30 ottobre 2025. Un +89 per cento che, come sottolineato da Ater, «rappresenta l’impatto più immediato della nuova governance». Nel complesso, il Piano prevede il finanziamento di oltre 430 alloggi, tra nuove realizzazioni e ristrutturazioni, con tempi di consegna distribuiti lungo l’arco del quinquennio e un investimento complessivo di circa 147 milioni di euro, provenienti da fondi europei, nazionali e risorse proprie di Ater. Numeri che sono stati presentati come un’accelerazione netta rispetto al passato e che fotografano un 2025 come anno di svolta operativa.
Emergenza abitativa Accanto al boom dei cantieri, restano però criticità strutturali. In Umbria ci sono circa 1.270 alloggi Ater oggi non locabili: il loro completo ripristino potrebbe soddisfare solo il 30 per cento della domanda, a fronte di oltre 4.200 nuclei familiari in attesa di una casa popolare. Un divario che evidenzia come, nonostante lo sforzo economico già messo in campo, le risorse non siano ancora sufficienti per risolvere il problema in modo definitivo. «La casa continua a essere una delle questioni più delicate nel Paese e da troppo tempo pesa sulla vita delle famiglie, Il governo nazionale promette il piano casa da due anni e mezzo, ma ancora non c’è né il piano né un euro stanziato» afferma l’assessore Barcaioli. Ater lo dice chiaramente: «Senza nuovi fondi, l’emergenza abitativa rischia di restare un problema cronico». Sul fronte delle assegnazioni, i bandi per il canone concordato metteranno a disposizione nuovi alloggi per la cittadinanza, mentre una delibera dell’Ater del 9 dicembre scorso prevede la disponibilità di circa 40 ulteriori alloggi nel breve periodo.
Morosità incolpevole Tra le criticità che il piano industriale Ater Umbria dovrà affrontare, quella della morosità incolpevole emerge come una delle più rilevanti. Dati recenti indicano che, nel 2025, l’86 per cento degli sfratti nella provincia di Perugia e il cento per cento in quella di Terni erano legati a morosità incolpevole, ossia situazioni in cui le famiglie non riescono a pagare l’affitto a causa di difficoltà economiche indipendenti dalla loro volontà. Questo fenomeno rappresenta non solo un problema sociale significativo, ma anche una sfida per la sostenibilità economica dell’ente, che deve contemperare la necessità di garantire l’accesso alla casa con la gestione dei canoni e delle risorse disponibili. Il piano industriale punta quindi a soluzioni che tutelino le famiglie più fragili, intervenendo con politiche di supporto e strumenti di prossimità senza penalizzare chi si trova in difficoltà economica reale.
Servizi ai locatari Il documento punta con decisione anche sul miglioramento del rapporto con i locatari. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: azzerare le chiamate inevase, passando dall’attuale 80 per cento di risposte al 100 per 100. Il servizio di assistenza all’utenza dovrà gestire tutte le segnalazioni, fornendo feedback in tempo reale tramite strumenti digitali come email e sms. Parallelamente, il portale dei servizi Ater Umbria è destinato a trasformarsi in un vero e proprio sportello digitale, riducendo la necessità di recarsi fisicamente negli uffici. Tra le iniziative sociali previste c’è anche “Ater ti ascolta”, uno sportello sociale itinerante che, con mezzi camper aziendali, porterà l’ente direttamente nei territori per intercettare fragilità, prevenire conflitti e rafforzare la coesione nei condomini.
Le dichiarazioni Per la presidente Proietti, il piano segna «l’inizio di un cammino importante per l’Umbria», in un contesto in cui il bisogno abitativo cresce più velocemente dell’offerta. «La Regione – ha sottolineato – vuole accompagnare questo lavoro con una visione che metta al centro famiglie, giovani, anziani e tutte le persone che chiedono stabilità». Soddisfatto anche Barcaioli, che ha rivendicato l’impegno per sbloccare alloggi disponibili ma non assegnati e migliorare la qualità dell’abitare: «Il social housing è uno strumento fondamentale di inclusione e sostegno per chi affronta gravi difficoltà». Per Santi, nel piano «c’è l’Ater del futuro»: «Partiamo dai quasi 1.300 alloggi sfitti per affrontare l’emergenza abitativa, valorizzando sia i nuovi finanziamenti sia quelli già attivati con Pnrr, Pnc e Pinqua. Fondamentale anche il salto sul digitale: servizi più semplici e accessibili sono ormai una direzione obbligata».
