di M.R.

È stallo Moplefan ed è preoccupante per il futuro dell’intero Polo chimico di Terni. La soluzione al vaglio di Invitalia, con il coinvolgimento della stessa agenzia statale e il possibile intervento di un partner industriale, non basta a rassicurare lavoratori e sindacati che in quella fabbrica hanno vissuto e gestito situazioni difficilissime, vertenze sfiancanti. Per questo è sorta l’esigenza di un confronto con la politica. Una richiesta di incontro in tal senso è stata inoltrata nelle ultime ore a parlamentari umbri e consiglieri Regionali.

Il recente passato della fabbrica Dopo aver rilevato l’azienda dalla Treofan in liquidazione, con tutto l’organico, la società Visopack (che poi ha cambiato nome in Moplefan) ha effettuato il revamping della linea B-30 ed ha prodotto circa 1.000 tonnellate di varie tipologie di film BOPP tra il 2024 e inizio 2025. La proprietà ha dichiarato di aver investito circa 10 milioni di fondi propri senza aver potuto accedere a finanziamenti bancari e prestiti. Durante l’anno 2024 l’azienda ha comunicato di aver contattato vari istituti di credito e di aver basato in primis la discussione ed i presupposti di garanzia sul business plan di partenza, passando poi per istituti di revisione contabile certificati per favorire la credibilità ed i requisiti per poter accedere al credito. Tuttavia, nonostante certificazioni e piano industriale, il problema aziendale principale risiede ancora nel finanziamento del capitale circolante. Questa problematica è peggiorata drasticamente a partire da febbraio 2025, quando l’attività produttiva è stata interrotta a causa della mancanza di liquidità e del supporto finanziario da parte degli istituti di credito che non è avvenuto. Infatti, gli istituti di credito non avendo bilanci aziendali a disposizione hanno inizialmente negato questo supporto. Inoltre, l’azienda sostiene che, nei numerosi incontri avuti con le parti in fase di stipula istituzionale del contratto e dell’accordo, era stato promesso supporto governativo tramite finanziamenti (prestiti) per la realizzazione del progetto.

Vertice al ministero Per il futuro del sito industriale è stato aperto un tavolo nazionale al Mimit. Dopo un primo tentativo di supporto, naufragato nel corso degli incontri tecnici, ora la valutazione è di un percorso alternativo con Invitalia e della presenza di un possibile nuovo finanziatore trovato dall’azienda. «Il protrarsi dei tempi – evidenziano i sindacati – si ripercuote inevitabilmente sul progetto di sviluppo che prevede il revamping dell’altra linea ed altri investimenti, mettendo a rischio la tenuta complessiva della ripartenza e aggravando ulteriormente la condizione dei lavoratori, già in cassa integrazione da diverso tempo».

Moplefan L’azienda ha una situazione molto esposta nei confronti dei dipendenti per alcuni trattamenti come fondo pensione, fondo sanitario e Tfr per alcuni lavoratori andati in pensione. La ripartenza di questo stabilimento è fondamentale per preservare il posto di lavoro dei dipendenti Moplefan e per la tenuta complessiva del polo chimico di Terni: il tempo stringe. Purtroppo, allo stato attuale non ci sono garanzie sulla riuscita o meno di questo nuovo progetto che coinvolge Invitalia. La sfida è difendere quello che è rimasto della produzione industriale locale non solo con ammortizzatori sociali, ma lavorando in sinergia, tra sindacati e istituzioni, per dare prospettive future di sviluppo al polo chimico e al territorio ternano. L’obiettivo favorire una soluzione che porti alla ripartenza industriale della ex Treofan per lavoratrici e lavoratori, per il territorio ternano e il suo futuro industriale.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.