«Martedì 9 dicembre chiederemo al Ministro di non aspettare il 18 dicembre, visto che non cambieremo la nostra decisione, ma di procedere direttamente con il commissariamento». Così l’assessore regionale all’Istruzione, Fabio Barcaioli, presentando venerdì in Terza commissione la proposta della Giunta che individua due dimensionamento scolastici a Gubbio e Terni ma sospende l’efficacia del provvedimento fino al pronunciamento di Tar e Consiglio di Stato.

Diffida La Terza commissione ha poi approvato a maggioranza la proposta della giunta. Le opposizioni avevano chiesto tempi più ampi per il confronto, ma l’atto è passato con i voti dei gruppi di maggioranza. Il provvedimento risponde alla nuova diffida inviata dal ministero dell’Istruzione alle Regioni che non hanno completato il piano di riduzione delle autonomie scolastiche richiesto a livello nazionale.

La seduta Barcaioli ha spiegato ai consiglieri che si tratta della terza diffida e che il Ministero ha richiamato gli obblighi legati agli obiettivi del Pnrr, fissando il 18 dicembre come nuova scadenza e prospettando il commissariamento delle deleghe regionali. Secondo quanto stabilito nelle scorse settimane, Palazzo Donini ha individuato due autonomie da accorpare – una a Gubbio e una a Terni – pur sospendendone l’efficacia in attesa dei giudizi amministrativi previsti per i primi mesi del 2026. Secondo l’assessore, questa sospensione non è stata accolta dal Ministero, che a suo avviso non ha aperto alcuno spazio di confronto con l’Umbria. «L’aumento di 80 autonomie scolastiche su scala nazionale – ha sottolineato l’esponente di Avs – non ha portato nulla all’Umbria; alla Regione è stato assegnato un numero di autonomie non proporzionato agli studenti».

La Provincia Sul tema è intervenuto venerdì anche il presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, che ha chiarito i confini delle competenze dopo le polemiche nate in particolare nel territorio eugubino. Presciutti ha ricordato che la Provincia non ha alcun potere decisionale sul dimensionamento imposto dal Governo e che il suo ruolo si limita alla programmazione della rete scolastica prevista dalla legge Delrio. Secondo il presidente, l’Ente di piazza Italia ha operato secondo i criteri fissati dalla normativa nazionale, dall’Ufficio scolastico regionale e dalla Regione, individuando le situazioni più critiche nel primo ciclo di istruzione.

Il percorso Presciutti ha ricostruito il percorso svolto, precisando che la Provincia ha dialogato con tutti i Comuni coinvolti senza mai imporre scelte. Dopo gli incontri, solo Gualdo Cattaneo, Giano dell’Umbria e Foligno hanno inviato proposte formali. Questo ha permesso di definire due dimensionamenti, poi trasmessi alla Regione. Diversa la situazione di Gubbio, che ha espresso un diniego totale a ogni ipotesi di intervento. «Di fronte a questa posizione – scrive Presciutti – la Provincia non ha deliberato nulla per le scuole di Gubbio». La competenza finale è quindi rimasta alla Regione, che per rispettare l’obbligo nazionale di ridurre due ulteriori autonomie entro il 30 novembre ha agito d’ufficio su un istituto di Gubbio e uno di Terni, sospendendo però l’efficacia delle decisioni in attesa dei ricorsi.

Responsabilità Il presidente ha definito «privo di ogni fondamento» il tentativo di attribuire alla Provincia responsabilità non sue, ricordando che l’intero quadro deriva dalle decisioni del Governo e dalla diffida che coinvolge l’Umbria insieme ad altre cinque Regioni. Presciutti ha concluso ribadendo che l’Ente ha garantito collaborazione e trasparenza e che resta disponibile a lavorare con i Comuni per trovare soluzioni condivise.

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