di M.R.
Proiettarsi al centro della transizione ecologica ed energetica e della trasformazione industriale. Questo è quello che la Regione Umbria intende fare, così come è statpo rappresentato all’Umbria hydrogen day a Terni, martedì mattina nella sala congressi dell’hotel Valentino. Ricercatori, imprese, stakeholders in generale, tutti riuniti per traguardare una mission comune: sbloccare il futuro energetico sostenibile.
Idrogeno A fare gli onori di casa, in assenza della governatrice Stefania Proietti per la perdita della madre, l’assessore all’Ambiente Thomas De Luca che ha introdotto i lavori. Accanto a lui, nella prima parte della mattinata, l’amministratore di Sviluppumbria, Luca Ferrucci: «Il problema della competitività delle imprese – ha detto nel suo intervento – non dipende dal costo del lavoro ma dal valore e la qualità degli investimenti tecnologici. Oggi più che mai a incidere in modo impattante più di altro è il costo dell’energia. Il differenziale Italiano rispetto ad altre imprese europee è un divario che rappresenta un problema per le industrie di ogni settore. Siamo davanti a un cambio paradigmatico sul tema dell’energia. L’Umbria ‘cuore verde’ oggi può assumere un significato nuovo. Catturarla, produrla, immagazzinarla e utilizzarla, l’energia, è la vera sfida. Esiste una pluralità di fonti energetiche che dobbiamo imparare a gestire e ottimizzare. Cosa serve? Ricerca scientifica. Investimenti sugli studi scientifici e tecnologici. In Umbria – ha aggiunto – c’è uno spazio enorme già solo per saper copiare qualcosa che altrove funziona bene. In Sviluppumbria non abbiamo esperti di energia ma vantiamo un network internazionale che può estremamente facilitare l’importazione di modelli validi sperimentati altrove e il segnale che arriva oggi dalla Regione Umbria ci dimostra come sia possibile investire sulla ricerca scientifica e tecnologica necessaria».
De Rebotti A entrare nel merito delle risorse disponibili ci ha pensato l’assessore regionale allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti: «Il futuro sostenibile che inevitabilmente siamo chiamati a costruire passa anche, e sempre più, dall’uso intelligente e innovativo delle fonti rinnovabili e di nuovi vettori energetici, come l’idrogeno. Una transizione che non è solo tecnica, ma economica e sociale, e che richiede visione, pianificazione e collaborazione. Oggi, in questo primo incontro, ci simo posti l’intento di riflettere sugli scenari possibili per l’uso dell’idrogeno in relazione a tre settori strategici per il territorio: lo sviluppo economico, la mobilità e i trasporti, le infrastrutture».
Umbria «Le tecnologie a idrogeno possono rappresentare uno dei elementi fondanti la prossima rivoluzione industriale. Si stima che, in Europa, entro il 2030 l’idrogeno potrebbe creare oltre un milione di nuovi posti di lavoro. Per il nostro territorio parliamo di sviluppo, attrattività per gli investimenti, rinnovate competenze, transizione anche nella costruzione di un’inedita cultura d’impresa. Come amministrazione – ha detto ancora De Rebotti – vogliamo facilitare la nascita di ecosistemi dell’idrogeno: distretti tecnologici, aree industriali attrezzate, collaborazione tra pubblico e privato, università e centri di ricerca. L’obiettivo è trasformare la sfida ambientale in un’occasione di crescita economica concreta e inclusiva. L’obiettivo comune è quello di favorire la nascita di un vero e proprio ecosistema dell’idrogeno in ambito industriale, logistico, energetico e formativo, valorizzando le specificità tecnologiche, produttive e infrastrutturali dei singoli territori».
Fondi per 10 milioni di euro «Grazie a questa scelta, il Ministero dell’Ambiente e Sostenibilità Energetica ha assegnato alla Regione Umbria 10 milioni di euro per finanziare la produzione di idrogeno in aree dismesse. In questa ottica, la giunta si appresta ad adottare le linee guida del Progetto Bandiera che si concretizzeranno, in pochi giorni, nella pubblicazione di un Avviso Pubblico a cui potranno partecipare sia imprese (anche associate) sia enti pubblici sia centri di ricerca. Questo avviso, per vincoli imposti dal Mase, avrà un target piuttosto ‘alto’, l’investimento minimo sarà di un milione ma si prevede i progetti presentati avranno spese nell’ordine di 5 milioni e riguardano investimenti per la produzione di idrogeno rinnovabile e bio-idrogeno, eventuali progetti di ricerca e stazioni di rifornimento».
Hydrogen day Anche dall’iniziativa odierna emerge forte l’idea che l’idrogeno sia molto più che una molecola. È una sfida energetica. Ma è anche un’opzione imprenditoriale, tecnologica, sociale strategica, un’occasione per ricucire divari territoriali, rendere le nostre città più vivibili e costruire un’economia più resiliente. Come Assessorato allo sviluppo, trasporti e infrastrutture, siamo impegnati ad accompagnare questo cambiamento. Lo faremo con consapevolezza, ascolto e concretezza.




