di C.P.

«Il comitato cittadino ‘Sant’Efebo’ denuncia pubblicamente la gravissima inerzia e la palese inadempienza amministrativa del Comune di Terni a fronte di segnalazioni urgenti e formali riguardanti l’estrema pericolosità del sottopasso e della viabilità di via Sant’Efebo». Così i residenti della zona che tornano alla carica inviando un sollecito urgente e formale all’Ente per quella che, ormai da mesi, definiscono una situazione «insostenibile».

Sottopasso Sant’Efebo La scorsa estate i residenti avevano depositato una petizione in Comune proprio per richiamare l’attenzione dell’amministrazione sulla situazione vissuta nella zona. E, in particolare, scrivevano: «Via Sant’Efebo, classificata come strada locale, è stata trasformata negli ultimi anni in un’arteria di scorrimento ad alta densità, perdendo la sua funzione originaria e mettendo a serio rischio l’incolumità dei suoi abitanti. La larghezza critica della strada, l’assenza di marciapiedi e il passaggio incessante di centinaia di veicoli rendono la situazione insostenibile». Questo a luglio. Poi a settembre il comitato ha sollecitato formalmente il sindaco Stefano Bandecchi, nel tentativo di richiamare la sua attenzione sulle «condizioni di forte disagio e pericolo in cui versano i residenti di via Sant’Efebo e vie limitrofe, a causa dell’intenso traffico veicolare di attraversamento, ormai verificato in oltre 800 veicoli giornalieri».

«Pericolo riconosciuto anche dall’amministrazione» Ora a novembre, i residenti tornano ad alzare la voce e a chiedere risposte, palesando anche un certo malcontento per la gestione della situazione da parte dell’amministrazione comunale. «L’amministrazione ha scelto il silenzio, violando apertamente l’art. 2 della Legge n. 241/1990 che impone l’obbligo di concludere il procedimento con un provvedimento espresso e motivato entro 30 giorni. Il protratto mancato adempimento costituisce una grave inadempienza amministrativa e l’amministrazione si assume la responsabilità di non aver risposto a una richiesta di garanzia della pubblica incolumità». Il mancato intervento da parte dell’Ente, secondo i cittadini, non significa però che la questione non sia nota: «Il pericolo è stato persino riconosciuto dall’amministrazione in un incontro risalente al primo ottobre 2025. Nonostante ciò, nessuna misura cautelare è stata adottata per una infrastruttura che viola le norme di sicurezza stradale. L’attuale sottopasso infatti presenta un’altezza di soli 1.80 metri (rispetto al minimo di 5 metri) e una larghezza di 2.30 metri, gestendo il transito promiscuo di oltre 800 veicoli al giorno. Una situazione incompatibile con i principi di sicurezza». Inoltre, aggiungono i residenti è «una barriera architettonica. Il sottopasso esclude di fatto persone con disabilità, in carrozzina e genitori con passeggino, contravvenendo alla normativa sull’accessibilità». E, infine, vista la concentrazione forzata del traffico genererebbe anche un significativo inquinamento sonoro e atmosferico.

Contraddizioni istituzionali e caos sulla viabilità «A peggiorare il quadro – aggiunge il comitato – le recenti dichiarazioni contrastanti di due esponenti istituzionali hanno
creato un clima di totale incertezza sulla futura viabilità della zona. L’amministrazione deve chiarire urgentemente: l’attuale assetto viario, già di fatto non a norma e pericoloso, è incluso nei futuri flussi di traffico previsti per l’apertura del sottopasso di Cospea, e in particolare per il collegamento al quartiere San Lucio. Le due voci istituzionali, dell’assessore Iapadre che riconosce la pericolosità e il fatto di non essere a norma del sottopasso, e del presidente della prima commissione consiliare che invece vuole utilizzare, in particolare dopo l’apertura del Sottopasso di Cospea, ‘il piccolo sottopasso di Sant’Efebo‘, per il collegamento con il quartiere San Lucio, si contraddicono». In ultimo il comitato chiede all’amministrazione di istituire, «con urgenza», un’ordinanza di divieto di transito veicolare, magari «convertendolo a uso ciclo-pedonale» e di fornire «una risposta motivata e completa a tutti i quesiti».

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