Il Tribunale di Spoleto ha dichiarato aperta la procedura di liquidazione giudiziale della Angelantoni Life Science, azienda con sede a Massa Martana attiva nel settore delle apparecchiature per la ricerca scientifica e la conservazione biologica. La decisione è arrivata dopo i ricorsi presentati da un gruppo di ex dipendenti e creditori che da mesi non ricevevano le retribuzioni dovute.

La sentenza, firmata dai magistrati Claudia Matteini (presidente), Sara Trabalza e Alberto Cappellini, è il punto di arrivo di una vicenda iniziata la scorsa estate, quando diversi lavoratori avevano segnalato i primi ritardi nel pagamento degli stipendi. Nel ricorso depositato il 15 settembre 2025, dieci ex dipendenti hanno chiesto al tribunale di accertare lo stato di insolvenza dell’azienda, spiegando di non aver ricevuto le mensilità di maggio, giugno, luglio e in alcuni casi anche agosto.

Secondo quanto ricostruito nell’atto giudiziario, i crediti vantati dai lavoratori ammontano complessivamente a oltre 70 mila euro. Tra i ricorrenti figurano dipendenti storici con decenni di servizio e altri assunti più di recente. Tutti hanno descritto una situazione di progressivo peggioramento, con la produzione ferma da mesi e con numerosi fornitori che avevano interrotto i rapporti per mancati pagamenti.

Nel corso del procedimento si sono aggiunti altri creditori, tra cui l’ex dipendente Daniele Pericolini, che vantava un credito complessivo di oltre 38 mila euro già riconosciuto da un decreto ingiuntivo esecutivo, e il rappresentante commerciale Diego Cimino, titolare di una ditta individuale con sede a Catanzaro, che aveva ottenuto a sua volta un decreto esecutivo per circa 4.300 euro.

Ha partecipato alla causa anche la società Themas Srls, agenzia che collaborava con Angelantoni Life Science e che si è dichiarata creditrice per oltre 200 mila euro, tra indennità di fine rapporto e compensi previsti dal contratto di agenzia interrotto all’inizio del 2025.

Il tribunale, valutando gli atti e le prove depositate, ha accertato che la società si trovava in una condizione di insolvenza grave e irreversibile. Dalla documentazione emerge infatti che l’azienda non depositava i bilanci dal 2022, anno in cui aveva già registrato una perdita di esercizio di oltre 860 mila euro.

Le difficoltà economiche avevano portato alla sospensione delle attività produttive, alla restituzione dei mezzi in leasing e al blocco dei pagamenti verso dipendenti e fornitori. Nelle motivazioni si parla di «ingente esposizione debitoria» e di «impossibilità di far fronte con mezzi ordinari agli impegni assunti», elementi che hanno reso inevitabile la dichiarazione di liquidazione giudiziale.

La Angelantoni Life Science, società storica del gruppo Angelantoni, era conosciuta a livello internazionale per la produzione di apparecchiature destinate a laboratori di ricerca e strutture sanitarie, in particolare sistemi di refrigerazione e congelamento di materiali biologici. La sede di Massa Martana, dove lavoravano decine di persone, rappresentava uno dei poli produttivi più importanti del territorio.

Con la decisione del Tribunale di Spoleto si apre ora la fase della liquidazione, che prevede la nomina di un curatore incaricato di gestire il patrimonio dell’azienda e di definire le modalità di soddisfazione dei creditori, nel rispetto della parità tra tutti i soggetti coinvolti.

Secondo un comunicato del 10 giugno 2025 della Confindustria Umbria, la società Angelantoni Industrie S.r.l. (holding del gruppo Angelantoni) ha cede­uto, nel luglio 2021, il 70% delle quote di Als alla cinese Antolin Life Science (Zhejiang) Ltd. (“Antolin”). Rimane invece in capo ad Angelantoni Industrie il 30% delle quote, dunque in una posizione di socio di minoranza. Il comunicato precisava che dal dicembre 2022 Angelantoni Industrie ha progressivamente perso ogni ruolo gestionale e decisionale in Als. Da inizio 2023, infatti, non riveste alcuna funzione operativa nella società, pur mantenendo formalmente la partecipazione del 30%.

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