Dal prossimo anno l’Agenzia delle Entrate potrà accedere direttamente ai dati delle spese sanitarie e veterinarie dei cittadini nell’ambito dei controlli sulle dichiarazioni dei redditi. È quanto prevede il decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze del 29 ottobre 2025, pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» del 10 novembre, che introduce un nuovo comma all’articolo 4 del decreto del 19 ottobre 2020.
La misura consente ai funzionari del fisco di consultare, in sede di verifica, le informazioni contenute nel sistema tessera sanitaria: dalle spese per farmaci, visite specialistiche e dispositivi medici, fino ai rimborsi e ai pagamenti tracciati. L’obiettivo dichiarato è rendere più efficace il controllo formale sulle dichiarazioni e rafforzare il valore probatorio dei dati già presenti online, senza dover chiedere ai contribuenti la produzione di scontrini o fatture.
In sostanza, a partire dalle spese sostenute nel 2025, l’Agenzia potrà selezionare in via centralizzata un gruppo di dichiarazioni da sottoporre a verifica e, per queste, accedere ai dati di dettaglio relativi al contribuente e ai familiari a carico. Restano esclusi solo i casi in cui sia stata esercitata l’opposizione all’invio dei dati al sistema tessera sanitaria
Finora, chi presentava la dichiarazione dei redditi poteva basarsi sul prospetto delle spese sanitarie scaricato dal portale della Tessera sanitaria, autocertificando la conformità dei dati senza dover mostrare i documenti. Con la nuova procedura, invece, il funzionario potrà visualizzare online ogni fattura, confermando la detrazione o la deduzione senza richiedere documenti cartacei.
Questo comporta per i contribuenti umbri – e in generale per tutti i cittadini – la necessità di prestare maggiore attenzione ai dati caricati sul sistema. Sarà utile verificare che ogni spesa sanitaria o veterinaria sia correttamente trasmessa dal professionista o dalla struttura sanitaria, perché solo così potrà essere considerata ai fini della detrazione. Le spese non inviate o non tracciabili, come quelle sostenute all’estero o per acquisti online, dovranno invece essere conservate e presentate in caso di richiesta di verifica.
La nuova procedura rafforza anche la posizione dei Caf e dei professionisti che assistono i contribuenti. Se finora potevano basarsi esclusivamente sul prospetto fornito dal sistema tessera sanitaria per apporre il visto di conformità, ora dovranno verificare con più attenzione la coerenza dei dati, sapendo che l’agenzia potrà accedere direttamente ai dettagli dei documenti. Per i contribuenti umbri la novità arriva in un contesto in cui le spese sanitarie rappresentano una parte significativa del reddito dichiarato.
In Umbria, secondo i dati del dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia relativi all’anno d’imposta 2021, risultano circa 625 mila contribuenti persone fisiche. Le spese sanitarie dichiarate ai fini della detrazione fiscale ammontano complessivamente a oltre 280 milioni di euro, con una media di circa 820 euro per contribuente. Si tratta della quota di spesa privata sostenuta direttamente dai cittadini e indicata nella dichiarazione dei redditi per ottenere la detrazione del 19 per cento.
Parallelamente, la spesa sanitaria pubblica regionale – cioè quanto il servizio sanitario umbro spende in media per ciascun residente – era pari, nel 2020, a 2.032 euro a persona, leggermente superiore alla media nazionale di 1.997 euro. Due dati diversi ma complementari, che fotografano da un lato il contributo diretto dei cittadini e dall’altro l’impegno della spesa pubblica in un territorio caratterizzato da una popolazione mediamente più anziana e da una domanda crescente di cure e prestazioni.
In questo quadro, la possibilità per il Fisco di accedere in modo più diretto e trasparente ai dati delle spese sanitarie può tradursi in una semplificazione per molti cittadini, ma anche in una maggiore attenzione da parte dell’amministrazione finanziaria verso eventuali irregolarità.
Le stesse aziende sanitarie umbre, impegnate a gestire un disavanzo di oltre 243 milioni di euro segnalato dalla Regione nel 2024, si trovano di fronte a un sistema che richiede maggiore tracciabilità delle prestazioni e una rendicontazione sempre più puntuale, anche sul piano fiscale.
La nuova disciplina, che entrerà a regime con le dichiarazioni dei redditi 2026, segna dunque un passaggio importante nel rapporto tra cittadini e fisco. Da un lato promette di ridurre la burocrazia e di semplificare i controlli, evitando la richiesta di documenti già disponibili online; dall’altro impone ai contribuenti una gestione più attenta delle proprie spese sanitarie, anche per evitare contestazioni successive.
Per i cittadini umbri, che in molti casi ricorrono a prestazioni private per integrare i servizi pubblici, sarà quindi essenziale assicurarsi che ogni spesa sia correttamente trasmessa, tracciata e registrata. Solo così la dichiarazione dei redditi potrà riflettere in modo fedele il reale carico fiscale e permettere di beneficiare appieno delle agevolazioni previste.
