di C.P.

Mentre la politica si arena su botta e risposta alla ricerca di colpe e colpevoli e si fa guerra a suon di mazzi di chiavi, c’è chi dal 2017 è in attesa di un posto da poter chiamare casa. È il caso di una famiglia ternana di cinque persone, di cui quattro con gravi disabilità, che dopo l’ennesima esclusione dalla graduatoria per le case popolari, ha deciso di portare la questione al tavolo del Tribunale amministrativo regionale.

Diritto alla casa Oltre l’emergenza, si tratta di una storia di disperazione abitativa. Da anni ormai la famiglia è in attesa di un alloggio popolare che non arriva. Ad aggravare ulteriormente la situazione «è arrivato anche un preavviso di sfratto dall’appartamento in cui attualmente viviamo», raccontano a Umbria24. «Abbiamo anche cercato altre soluzioni, ma non è semplice». Ed è così che l’attesa si trasforma in una corsa. Ora, nuovamente esclusa dalla graduatoria, la famiglia ha deciso di proseguire la sua battaglia legale per il diritto alla casa facendo ricorso al Tar. Quello ad una casa salubre in cui poter vivere è un diritto a lungo negato ai cinque membri del nucleo familiare che, negli anni, hanno trovato innumerevoli ostacoli. A motivare, nuovamente, l’esclusione l’ormai noto articolo 29 della legge regionale n.23/2003, riguardante le condanne penali passate in giudicato.

Corsa contro il tempo «Le polemiche sulle assegnazioni delle case popolari a Terni sono un argomento noto da anni, ma questa volta la questione assume i contorni di un’emergenza umanitaria. Al momento, l’udienza per la trattazione del ricorso non è stata ancora fissata, ma i tempi stringono. L’intero contenzioso ruota, come spesso accade, attorno al nodo cruciale dell’articolo 29 del regolamento comunale, i cui criteri restano oggetto di contestazioni legali».

Patto Avanti Intanto il dibattito politico sul tema si accende. Per il Patto Avanti di Terni (Pd, M5s, Psi, Avs) il diritto alla casa non è burocrazia ma giustizia sociale. «La dignità delle persone – sottolineano – passa da due pilastri che camminano insieme: un lavoro con una retribuzione giusta e una casa adeguata alla propria famiglia. Ogni giorno di ritardo calpesta quella dignità e lo pagano i più deboli: famiglie con bambini, anziani, monogenitori, lavoratrici e lavoratori a reddito basso. Insieme a Fabio Barcaioli, assessore alle Politiche abitative della Regione Umbria, e ai tecnici di Ater, abbiamo verificato sul che 31 alloggi a Terni sono pronti dal 2023 (quartiere Cospea, quartiere San Valentino, quartiere Italia e quartiere Brin) e devono essere assegnati subito. Se oggi si parla di convocazione della commissione è solo perché abbiamo alzato il livello dell’iniziativa: senza la nostra pressione (già arrivata dai sindacati degli inquilini Ndr) non si sarebbe mosso nulla. La responsabilità politica delle assegnazioni è del Comune; se l’assessore competente non è in grado di compiere la sua mansione, lo dica e lasci spazio a chi può farlo. Alle famiglie non interessa la propaganda: vogliono le chiavi di casa».

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