Case popolari di via dei Filosofi

di C.F.

Il Comune di Spoleto ha inviato nei giorni scorsi le raccomandate postali per assegnare le otto case popolari di via dei Filosofi, costruite nel 2015 ma mai abitate per una serie di vicissitudini. La novità emerge da due atti firmati dalla dirigente Dina Bugiantelli, ma è la stessa assessora Luigina Renzi a confermare l’invio delle comunicazioni, a cui dovrà seguire l’accettazione da parte delle famiglie individuate in base alla graduatoria comunale vigente degli aventi diritto all’alloggi di edilizia residenziale pubblica. Sempre negli ultimi giorni, poi, la giunta comunale, dopo un confronto con Ater, ha deliberato un intervento congiunto da circa 100 mila euro per eseguire le manutenzioni straordinarie di palazzo Leonetti Luparini di via del Municipio, nel cuore del centro storico di Spoleto, dove ormai da qualche anno risultano vuoti cinque dei nove appartamenti ristrutturati nel 2014 con 700 mila euro di fondi pubblici e destinati a giovani coppie con la formula dell’affitto a canone concordato: il caso era finito anche in consiglio regionale.

I due atti firmati tra il 29 e il 30 settembre da Bugiantelli confermano, in primis, quanto era già emerso da tempo, ovvero il flop del progetto “casa e bottega” inizialmente sperimentato per il complesso di via dei Filosofi, dove il Comune ha tentato con un bando mirato di assegnare gli appartamenti a cittadini che intendessero anche aprire un’attività artigianale nei locali del piano terra della palazzina. Un test finito male, perché con quella procedura, l’ente è riuscito a raccogliere la disponibilità di una sola cittadina, estetista di professione, che quindi è ora assegnataria di un alloggio e anche di uno dei locali in cui insedierà la sua attività. Con quello stesso bando, inoltre, il municipio aveva anche assegnato un appartamento di via dei Filosofi progettato e realizzato per accogliere persone con disabilità. Tuttavia, nelle mani dell’ente erano rimaste cinque case, i locali pensati per le attività artigianali più un altro appartamento privo di barriere architettoniche.

Preso atto, dunque, che la formula “casa e bottega” non avrebbe prodotto altri risultati, il Comune proprietario della palazzina di via dei Filosofi, d’accordo con Ater, ha optato per l’assegnazione dei residui sei alloggi di edilizia sociale attingendo alla graduatoria comunale vigente degli aventi diritto alla casa popolari, tenendo conto, oltreché della disponibilità di un alloggio per disabili, anche delle previsioni del regolamento comunale, che stabilisce quote per donne vittime di violenza e dei nuclei familiari costituiti da un unico genitore.
Il lavoro della Commissione per le assegnazioni è quindi sfociato nei giorni scorsi nell’invio delle raccomandate a otto famiglie richiedenti più altri tre per altrettanti alloggi nelle disponibilità di Ater tra via Visso, via Lorenzo Betti e via San Giovanni. Se i destinatari della comunicazione dovessero rifiutare l’alloggio, si procederà con lo scorrimento della graduatoria.

Restano, infine, da capire le sorti dei locali al piano terra della palazzina di via dei Filosofi, dove a più riprese si è parlato del trasferimento del centro diurno che ora ha sede a San Nicolò. Sul punto, però, è la stessa Renzi a spiegare che «le valutazioni in questo caso sono ancora in corso e coinvolgono anche la Usl2 e il gestore del servizio», che è la coop Il Cerchio. «Siamo in ogni caso molto contenti di essere arrivati alla fine di questo lunghissimo percorso», ha detto Renzi, evidenziando che «la speranza mia e dell’assessore Manuela Albertella, con cui ho lavorato in stretta collaborazione per risolvere la situazione, perché è stata coinvolta anche la parte tecnica, che negli anni nel complesso di via dei Filosofi è più volte dovuta intervenire per riparare gli atti vandalici, è che le assegnazioni delle case diano nuova vita a quell’area della città, oltreché un aiuto concreto alle famiglie che ci andranno a vivere».

Per quanto riguarda palazzo Leonetti Luparini, invece, la giunta comunale con apposita delibera ha organizzato l’avvio dei lavori di sanificazione e disinfestazione dell’edificio storico, dove c’è una «diffusa problematica legata alla forte presenza di volatili che ha provocato e provoca tuttora significativi danni strutturali e funzionali». L’intervento di bonifica vale 36 mila euro e servirà a «eliminare importanti rischi igienici e sanitari quali focolai di batteri e zecche tuttora presenti anche negli alloggi non utilizzati». Dall’atto, poi, si apprende che Ater si farà carico, per circa 77 mila euro, «della manutenzione straordinaria e del ripristino sia delle parti comuni che degli spazi compromessi dalla presenza dei volatili». A quel punto sarà indetto un nuovo bando per assegnare i cinque appartamenti sfitti da anni con criteri che sono in corso di valutazione, ovvero sarà da capire se gli alloggi saranno sempre riservati a giovani coppie.

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