di Gabriele Beccari

Un concorso per raccontare come le api possano diventare protagoniste della rinascita ambientale delle cave umbre. È lo scopo dell’iniziativa Dolce Miele, i mieli millefiori prodotti in cava, promossa dal Garden club Perugia con il patrocinio dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, per unire la qualità del miele all’impegno per la biodiversità, trasformando i siti estrattivi in luoghi di recupero ecologico e paesaggistico.

Il contest Un miele che racconta la rinascita delle cave umbre: questo lo spirito del concorso pensato per valorizzare l’incremento della biodiversità nelle aree estrattive e incoraggiare l’allevamento delle api per un più rapido recupero ambientale e paesaggistico. Destinatari della gara sono i titolari di cave e miniere che hanno installato alveari, oppure i proprietari stessi delle arnie. Le modalità di partecipazione prevedono la consegna di campioni anonimi di miele millefiori, privi di etichetta, accompagnati da un massimo di cinque fotografie che documentino l’installazione degli alveari e lo stato di riambientamento dei versanti estrattivi, completati o in corso.

La valutazione La selezione dei mieli in gara non riguarderà soltanto il gusto, ma anche la capacità degli alveari di contribuire al recupero ambientale delle cave. «La commissione giudicatrice – hanno spiegato la presidente del Garden club Perugia, Giuseppina Massi Benedetti, e il membro del consiglio direttivo Aldo Ranfa – valuterà i campioni attraverso una doppia analisi: quella sensoriale e la stima del grado di riambientamento dei versanti di cava. Questa valutazione combinata permette di collegare la qualità del miele, a livello di degustazione, al successo del recupero ambientale e al cambio di attività estrattiva lì dove operano le api. Inoltre permetteremo a chi interverrà alla premiazione di degustare quello che vorremmo definire un archeo-aperitivo, ovvero la miscela di vino e miele che gli antichi romani erano soliti consumare nel corso dei loro simposi».

Proud to be quarry Il concorso è legato al progetto Proud to be quarry, iniziativa pilota nazionale che prevede l’installazione di arnie nelle cave umbre per favorire la rigenerazione ambientale e la biodiversità in maniera più efficiente. Il progetto si impegna a unire apicoltura ed estrazione, attraverso prescrizioni ambientali nelle autorizzazioni e grazie alla crescente consapevolezza dei benefici che questo binomio porta ai territori estrattivi. «Questa iniziativa – hanno dichiarato gli assessori regionali Thomas De Luca e Simona Meloni – costituisce un vero e proprio progetto bandiera per la nostra giunta regionale, rappresentando un paradigma per la rigenerazione di aree degradate o comunque messe a rischio da un’intensa attività di sfruttamento delle risorse naturali». Il progetto, a oggi, ha già visto il posizionamento di 250 arnie in oltre 30 cave della regione, trasformando luoghi segnati dallo sfruttamento in spazi di recupero ecologico.

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