Si terrà venerdì 3 ottobre alle 18:30 all’Osteria Sud in via Dalmazio Birago, a Perugia, la presentazione del libro Spazio tra le cose, un volume corale dedicato al professor Mariano Sartore, urbanista e docente dell’Università di Perugia scomparso nell’estate del 2024. L’iniziativa, aperta al pubblico, sarà un momento di condivisione in cui amici, colleghi e cittadini potranno partecipare a una lettura collettiva di testi, poesie e riflessioni sulla città, portando un proprio «brano di città» da leggere insieme.

Spazio tra le cose Il libro, edito da LetteraVentidue e già disponibile per l’acquisto online, raccoglie progetti, ricerche ed esperienze maturate attorno al lavoro di Sartore. Dopo la prima tappa a Lisbona, il viaggio di presentazione arriva ora a Perugia, città con cui il professore ha avuto un legame profondo, sia dal punto di vista umano che professionale. Spazio tra le cose restituisce la sua visione del progetto urbano come strumento politico, educativo e civile, capace di attivare consapevolezza nei territori e tra le persone.

Riflessione collettiva L’incontro del 3 ottobre si inserisce in un percorso più ampio di riflessione pubblica e collettiva, coerente con il modo di operare di Sartore, che ha sempre dato valore alla dimensione concreta dello spazio, al confronto tra saperi diversi e alla partecipazione come metodo. Il titolo del volume richiama proprio uno dei nodi centrali del suo approccio: lo «spazio tra le cose» come luogo vivo, reale, carico di significati da leggere e trasformare.

Il convegno Già lo scorso dicembre, il convegno «Le città visibili. Ricordando Mariano Sartore», organizzato al Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Perugia, aveva offerto un primo momento di riflessione collettiva sul pensiero e sull’eredità del professore. In quell’occasione, durante una tavola rotonda presieduta da Fausto Proietti, era stata presentata un’anteprima del libro, alla presenza di Pedro Campos Costa, architetto portoghese e amico di Sartore, e di altri docenti e studiosi tra cui Marco Chiocci, Annalisa Giusti, Ambrogio Santambrogio e Chiara Mazzoleni.

Sguardo critico Il convegno aveva messo in luce il ruolo centrale che Sartore attribuiva alla formazione dello sguardo critico, alla partecipazione come pratica di cittadinanza e alla contaminazione tra discipline come chiave per leggere e progettare lo spazio urbano. Il confronto aveva toccato anche il rapporto tra urbanistica e diritto, la crisi della funzione critica dell’università, e il valore della fotografia come strumento per interrogare la realtà. Ne era emersa una figura di intellettuale capace di seminare idee, di attivare processi, di lasciare un segno concreto nelle persone e nei luoghi. Tutti temi di cui si tornerà a parlare anche venerdì.

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