di Gabriele Beccari
La Regione ha approvato il nuovo disciplinare che introduce una procedura amministrativa per l’indennizzo dei danni causati dalla fauna selvatica alla circolazione stradale, con uno stanziamento di 800mila euro l’anno. Il provvedimento, presentato martedì mattina a Palazzo Donini, si muove nell’ottica di semplificazione dell’iter per i cittadini, garantendo rimborsi diretti e rapidi senza passare dai tribunali. La misura inoltre si inserisce in una strategia più ampia che punta anche al contenimento dei cinghiali e alla tutela della sicurezza stradale e delle attività agricole.
Il nuovo disciplinare Tra incidenti stradali e campi devastati la fauna selvatica, come spiegato in conferenza stampa dalla presidente Stefania Proietti, dall’assessora Simona Meloni e da Luca Benci dell’avvocatura regionale, costa ogni anno all’Umbria oltre un milione di euro tra sinistri e danni all’agricoltura. Per affrontare il problema, la giunta su proposta di Meloni, ha stanziato 800mila euro l’anno per coprire i risarcimenti, gestiti da un fondo presso la Direzione sviluppo economico. Il disciplinare prevede un rimborso del 60 per cento delle spese di riparazione del veicolo o, in caso di rottamazione, fino al 50 per cento del valore stimato dal listino Eurotax, con un massimo di 5mila euro.
Meloni «Il disciplinare – ha aggiunto l’assessora – introduce regole semplici e di facile accesso per i cittadini che subiscono danni, evitando il ricorso ai tribunali e garantendo un indennizzo diretto. Dopo anni di richieste inascoltate, colmiamo un vuoto normativo e restituiamo ai cittadini uno strumento snello e concreto. Questo è solo un tassello di una strategia più ampia. L’obiettivo è duplice: ridurre i danni e allo stesso tempo ottimizzare l’impiego delle risorse pubbliche. Questo disciplinare segna un cambio di passo: tutela i cittadini, sostiene gli agricoltori e rende più efficiente l’azione regionale». Meloni ha inoltre annunciato che sono allo studio novità per il regolamento regionale sulla caccia al cinghiale, con possibili modifiche alle modalità di prelievo in linea con il piano nazionale di contenimento della Peste suina africana.
Proietti Soddisfazione è stata espressa da Proietti: «Fino a oggi – ha detto – i cittadini che subivano danni a causa della fauna selvatica erano costretti a rivolgersi ai tribunali, affrontando trafile giudiziarie lunghe, costose e dall’esito incerto, con un aggravio anche per la pubblica amministrazione. Ogni anno si registrano circa 120 procedimenti con la Regione Umbria, a cui vanno aggiunti i casi coperti dalle assicurazioni private e quelli in cui i cittadini hanno rinunciato ad agire. Oggi, con l’approvazione di questa misura mettiamo fine a questa situazione introducendo una procedura amministrativa semplificata che, grazie all’investimento regionale, consentirà di ottenere il risarcimento in maniera diretta e chiara, senza passare per le aule di giustizia, dando risposte concrete, rapide e trasparenti».
