Procedono i lavori per l’atteso impianto di trattamento delle scorie da attività siderurgica nell’acciaieria Arvedi-Ast di Terni. «Il progetto – ha fatto sapere l’azienda – è entrato nella fase esecutiva. Sono state completate le opere civili preliminari e sono in fase di ultimazione i plinti di fondazione del fabbricato. La prossima settimana entrerà in cantiere l’impresa incaricata della costruzione della struttura del capannone». L’intervento, che prevede un investimento di circa 40 milioni di euro, consentirà una gestione più efficiente delle scorie siderurgiche e un significativo miglioramento delle condizioni ambientali, grazie alla riduzione delle emissioni di polveri. Il progetto rientra tra le iniziative ambientali previste
dal Piano Industriale ed è parte integrante dell’Accordo di Programma sottoscritto da Arvedi Ast con le istituzioni».
Impianto scorie Rispetto al timing annunciato ai tempi dell’ex Ad Massimiliano Burelli, la fase operativa, in capo ad Ast ma anche a Tapojarvi, è in ritardo; ma almeno il progetto non è sfumato, come in tempi più remoti è avvenuto invece ad esempio per il teleriscaldamento. Ad ogni modo, parlare di scorie oggi, fa tornare alla memoria il compianto Sanderson Mendoza morto a 26 anni per un incidente durante le operazioni di trasporto degli scarti incandescenti di produzione. L’esponente di Italia Nostra Andrea Liberati torna sull’argomento con forza: «Ci sarebbe da capire cosa abbiano fatto politica e istituzioni amministrative e di controllo per sollecitare le Acciaierie a cambiare radicalmente quel sistema di trasporto delle scorie fuse. Ancora veicolato su gomma».
Infortunio mortale E intanto lo stesso Liberati defisce «osceno l’Accordo di programma per le acciaierie» ritenendolo non all’altezza delle sfide ambientali e della sicurezza sul lavoro che dovrebbero caratterizzare l’industria odierna. «Attendiamo – conclude – giustizia per Sanderson Mendoza e per ogni vittima del lavoro».
