Secondo il report “Fashion & luxury private equity and investors survey 2025” di Deloitte, il 90% degli investitori a livello globale continuerà a puntare sul settore Fashion & luxury, nonostante l’ 80% di essi preveda un impatto negativo dei dazi sul mercato. Lo studio, che ha coinvolto 60 investitori di private equity e oltre 114 aziende del comparto lusso, evidenzia una prevalenza di interesse verso l’Europa, ritenuta l’area geografica con maggior potenziale di crescita, con una quota del 75% delle preferenze degli investitori.
Stando a queste indicazioni, l’Umbria può puntare a consolidare il suo distretto del lusso che ruota principalmente attorno alla Cachemire Valley, con maglieria e tessile di alta gamma e si sviluppa in altri settori del lusso, come la gioielleria preziosa, la bigiotteria di alta qualità, accessori distintivi e ceramica di pregio.
Cucinelli regna, per numeri, dimensioni, prodotto e trend di crescita, il cachemire di alta qualità fa di lui il simbolo del lusso made in Umbria, con ulteriore prossima espansione in nel territorio regionale. Seguono marchi come lo storico e prestigioso Luisa Spagnoli, che ha una diffusione internazionale e una lunga storia a Perugia, ma anche Fabiana Filippi che propone collezioni eleganti e sobrie con attenzione alla sostenibilità e alle linee minimaliste. Lorena Antoniazzi, specializzata in maglieria d’alta gamma, Maglieria Barna, che punta all’approccio artigianale e di precisione, con finissima selezione delle fibre e, ancora, il marchio Umbria Verde, maglificio storico che unisce artigianalità e innovazione. Ti Style it, azienda di Gubbio attiva nel pret a porter haute couture per brand del lusso, Mastro Raphael specializzato in biancheria per la casa e tessuti d’arredo di lusso, Cardinali & C Spa che ha una lunga storia nel tessile. Se spaziamo sulla ceramica di lusso con i centri come quelli di Deruta, Gualdo Tadino, Gubbio e Orveito il progetto ‘Ceramica made in Umbria’ aggrega i marchi che uniscono tradizione e design contemporaneo. Vengono ricordati nomi come Ceramiche Noi, Rometti, Terzofoco, Tassi Maioliche Artistiche, Laboratorio Materia Ceramica. Esperienze internazionali e di esportazione hanno una lunga storia in questa regione. Per quanto riguarda i gioielli di alta gamma l’Umbria vanta marchi come Oro Migliore e Bartoccini, mentre per la bigiotteria di alta qualità si fa riferimento a marci come Kobi e Sonia Galassi, mentre per gli accessori Vandalo.
Tuttavia come società per azioni collegate all’Umbria risultano Cucinelli come quotata in borsa, mentre Pattern spa, importante gruppo italiano del lusso con sede a Torino ha investimenti in Umbria, vista l’acquisizione di Umbria Verde Mattioli. Anche il marchio Gentili Mosconi, che opera nel settore dei tessuti del lusso è quotata, mentre tra le società per azioni del lusso, ma non quotate in borsa, si evidenziano Umbria Verde Mattioli, Cardinali & C e Manifatture Tessili Bianchi.
Il brand di Solomeo, va ricordato, ha riportato nel primo semestre del 2025 ricavi pari a 684,1 milioni di euro, con una crescita del 10,2% rispetto all’anno precedente, e un utile netto in aumento del 16%. Questi risultati positivi si confermano nonostante le incertezze del mercato globale e i segnali di rallentamento nelle operazioni di private equity nel settore.
L’evoluzione delle preferenze degli investitori, indicata da Deloitte, vede uno spostamento verso segmenti complementari come la cosmetica e i profumi, con il 25% degli investimenti, e il settore manifatturiero dell’abbigliamento e accessori, che rappresentano il 24%. Questo trend può ritenersi coerente con la strategia di diversificazione e innovazione che marchi come Cucinelli stanno adottando, anche attraverso nuove linee di prodotto e espansione internazionale.
L’Umbria, con le sue realtà di medie dimensioni, si inserisce nel quadro di operatori internazionali che attraggono investimenti mirati a consolidare la posizione del settore lusso italiano, nonostante la diminuzione generale delle operazioni straordinarie registrate a livello globale da inizio 2024.
In sintesi, pur in uno scenario di tensioni commerciali e incertezze geopolitiche, il settore del lusso in Umbria mantiene una posizione di rilievo, favorita anche dal tessuto imprenditoriale di marchi consolidati che riescono a reagire efficacemente alle sfide globali e ad aziende che cavalcano il trend di innovazione evidenziato dallo studio Deloitte.
