«Dopo la richiesta formale di accesso agli atti presentata dal nostro gruppo consiliare l’8 agosto, dal Comune non è arrivata alcuna risposta. Un vero e proprio insabbiamento istituzionale, per nascondere che i lavori sono stati eseguiti senza progetto, senza atto politico autorizzativo e senza il nulla osta della Soprintendenza». Così a proposito di Piazza Ridolfi, il M5S Terni che, per verificare eventuali danni erariali, ha presentato un esposto alla Corte dei Conti. «Il sindaco – dichiarano i pentastellati dopo le dichiarazioni pubbliche del primo cittadino – getta la maschera su un abuso di potere senza precedenti, ma scarica le colpe sui dirigenti. Non permetteremo che i ternani paghino per gli errori della giunta Bandecchi».
M5s «La vergogna – tuonano dal Movimento – non è solo l’errore commesso: è anche il tentativo maldestro di scaricare la responsabilità sui dirigenti, coprendo le scelte politiche dei suoi assessori. Hanno stravolto una delle piazze storiche più importanti della città per ricavare tre parcheggi davanti a una pizzeria. Quando la Soprintendenza li ha fermati, hanno parlato prima di ‘prova tecnica’, poi di ‘manutenzione’, infine di ‘errore’. Una sequenza di versioni smentite una dopo l’altra, fino all’ammissione finale del sindaco, che ora finge di non sapere chi abbia dato l’ordine. Ma i video parlano chiaro: non è stato ‘qualcheduno’ a scavare. Sono stati il suo vicesindaco e il suo assessore, in diretta social, a spiegare alla città cosa stavano facendo».
Mistero lavori piazza Ridolfi «È in questo contesto che Piazza Ridolfi, capolavoro dell’architettura razionalista italiana, si è trasformata in un buco con la piazza intorno. Dove c’era un disegno urbano, oggi c’è un danno aperto, sotto gli occhi di tutti. Una piazza progettata per rappresentare la città moderna è stata violata per uno scopo banale, senza alcun rispetto per la sua storia. Ora non basta dire che ‘i dirigenti hanno chiesto scusa e il prossimo che sbaglia gli tagliamo una mano’: non viviamo nella ‘dittatura felice’ vagheggiata da Bandecchi, ma in uno Stato di diritto. Vogliamo sapere con quale procedura l’azienda è stata incaricata, quanto denaro pubblico è stato impiegato, chi ha autorizzato l’intervento e chi deve assumersene la responsabilità politica e amministrativa. Se sarà confermata l’assenza di atti e la sussistenza di danno erariale, l’assessore ai lavori pubblici deve fare un passo indietro e rassegnare le dimissioni. Noi non accetteremo che un solo euro delle tasche dei cittadini finisca per coprire gli errori della giunta Bandecchi. Terni merita rispetto, non improvvisazione. Piazza Ridolfi deve tornare ad essere un simbolo della città, non il monumento all’arroganza di chi governa senza ascoltare i cittadini».
