In Umbria si contano 140 focolai di “lingua blu”, con 1.055 ovini e 6 bovini morti dall’inizio dell’estate. Il tema è stato discusso giovedì in consiglio regionale, dove il consigliere Nilo Arcudi ha chiesto chiarimenti alla giunta regionale su contagi, vaccini, indennizzi e misure di sostegno agli allevatori.
L’interrogazione Arcudi ha spiegato che le aziende zootecniche sono messe in difficoltà non solo dagli abbattimenti obbligatori, ma anche dall’impossibilità di spostare il bestiame e dalla mancanza di indennizzi rapidi. Il consigliere di opposizione ha sottolineato che «serve un intervento immediato e concreto da parte della Regione, cui chiediamo di fare chiarezza sulla gestione dell’emergenza sanitaria». Secondo Arcudi, senza misure efficaci le aree interne rischiano di subire un ulteriore impoverimento economico e sociale.
Meloni L’assessora Simona Meloni ha illustrato la situazione aggiornata ricordando che la malattia, presente in Italia dal 2020, da quest’anno è classificata come endemica e quindi non considerata emergenza sanitaria, con la conseguenza che lo Stato non prevede fondi nazionali di indennizzo. La Regione ha però attivato canali informativi tramite il servizio veterinario e l’Istituto zooprofilattico e avviato incontri con allevatori e sindaci. «A oggi contiamo la morte di 1.055 ovini e di 6 bovini, con 140 focolai complessivi», ha detto in aula Meloni, aggiungendo che «sono circa 260 gli allevatori che hanno sottoposto a vaccinazione (non obbligatoria) i loro capi. Come Regione abbiamo provveduto, attraverso Gepafin, a rendere accessibili fondi per un milione di euro».
I contributi Per quanto riguarda i sostegni economici, la Regione ha previsto 250 euro a capo per i bovini e 70 euro per gli ovini. Meloni ha ammesso che si tratta di indennizzi contenuti, ma ha precisato che non ci sono margini per interventi più ampi. La fase acuta dell’epidemia, ha aggiunto, dovrebbe concludersi entro il 30 settembre, data dalla quale gli allevatori potranno presentare le richieste di rimborso. In caso di una ripresa dei contagi, il periodo di indennizzo potrà essere esteso.
Arcudi Nella sua replica, Arcudi ha definito «completa» la risposta dell’assessore e ha riconosciuto l’impegno della Regione e il dialogo con gli allevatori. Ha ribadito però che la situazione resta delicata e che il settore zootecnico ha già subito danni economici significativi, rendendo necessario «un monitoraggio accurato e costante».
