Avrebbe attestato circostanze non vere nella dichiarazione sostitutiva unica per il calcolo dell’Isee, presentata all’Inps nel gennaio e febbraio 2023, al fine di ottenere il reddito di cittadinanza. Una truffa che secondo gli inquirenti ha permesso a un nigeriano di 43 anni, residente a Perugia, di percepire indebitamente la somma complessiva di 1.680 euro da marzo ad agosto dello stesso anno.
Indebito percepito Secondo quanto ricostruito dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Perugia l’uomo avrebbe dichiarato l’esistenza di un contratto di locazione risalente al 2020, registrato regolarmente ma di fatto mai sostenuto, con un presunto onere economico annuo di 4.800 euro. Una circostanza che avrebbe tratto in inganno i funzionari dell’Inps, i quali riconobbero il beneficio mensile di 729,75 euro, a fronte di un importo spettante pari a 449,75 euro. La differenza, 280 euro al mese, per un totale di 1.680 euro, rappresenta – sempre secondo l’accusa – l’indebito percepito, frutto di artifizi e raggiri che integra l’ipotesi di truffa aggravata. Il pubblico ministero Mario Formisano, al termine delle indagini preliminari, ha notificato l’avviso a comparire all’uomo che, assistito dall’avvocato Marco Gentili, il 20 ottobre comparirà davanti al giudice per rispondere delle accuse.
