A nove anni dal terremoto che ha colpito duramente il Centro Italia la ricostruzione privata in Umbria ha raggiunto l’89 per cento di completamento. A fornire i dati, a poche ore dal nono anniversario del sisma del 24 agosto 2016, è stato l’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Umbria. Dal 2016 al 14 agosto scorso, l’Ufficio ha autorizzato 3.699 contributi su 5.248 istanze presentate. Sono stati aperti 3.694 cantieri, di cui 2.235 già conclusi. La ricostruzione leggera è al 93 per cento, quella pesante all’84 per cento. Le risorse richieste ammontano a oltre 1,9 miliardi di euro; ne sono stati concessi circa 1,3 miliardi e liquidati più di 807 milioni.

I numeri Per quanto riguarda i comuni maggiormente colpiti l’Ufficio e la Regione parlano di progressi evidenti. A Norcia sono stati avviati 1.202 cantieri, 730 già chiusi; le istanze presentate sono 1.675, con il 96 per cento di evasione per la ricostruzione leggera e l’86 per la pesante. A Cascia i cantieri sono 388, con 288 conclusi, e 467 istanze presentate. La ricostruzione leggera è al 97 per cento, quella pesante all’85 per cento. A Preci si contano 171 cantieri avviati e 94 terminati, con percentuali simili.

BASILICA DI NORCIA, RIAPERTURA IL 30 OTTOBRE

La ricostruzione Sul fronte della ricostruzione pubblica, sono stati finanziati 436 interventi per un totale di oltre 733 milioni di euro. Di questi, più della metà riguarda l’edilizia scolastica, con 94 progetti per 361 milioni. Seguono interventi su municipi, ospedali, caserme, dissesti idrogeologici, cimiteri, edifici religiosi, edilizia residenziale pubblica e infrastrutture. Tra i progetti chiave si segnalano il nuovo polo scolastico di Norcia, gli ospedali di Norcia e Cascia, la ricostruzione integrata di Castelluccio di Norcia, il recupero dell’abbazia di Sant’Eutizio a Preci e la riapertura della Basilica di San Benedetto prevista per il 30 ottobre prossimo. A questi si aggiungono 205 interventi su beni culturali per un totale di circa 151 milioni di euro, con 34 cantieri già ultimati e 49 in corso.

Il sisma Il 24 agosto 2016 un terremoto devastò il Centro Italia, causando oltre 300 vittime, principalmente ad Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto. In Umbria non ci furono morti, ma ingenti furono i danni. La presidente della Regione, Stefania Proietti, sabato ha ricordato le vittime e ha sottolineato l’importanza della coesione sociale: «A loro e alle comunità ferite dalla perdita di vite umane va oggi il nostro primo pensiero». Proietti in una nota di Palazzo Donini ha poi parlato di «rinascita già in corso», evidenziando il ruolo delle comunità locali come «fondamenta essenziali per una ricostruzione che non è fatta solo di edifici». Proietti ha anche sottolineato l’impegno della Regione in stretta collaborazione con il commissario Guido Castelli per «accelerare al massimo la ricostruzione». «Tutti i nostri sforzi – ha aggiunto – sono rivolti alla prevenzione: stiamo adottando tecniche innovative e le soluzioni tecnologiche più avanzate ed ecosostenibili». La riapertura della Basilica di San Benedetto sarà, secondo la presidente, «un tangibile impatto, non solo dal punto di vista simbolico».

L’Anac Sempre sabato intanto l’Anac (L’autorità nazionale anticorruzione), ha evidenziato il lavoro svolto per garantire trasparenza e legalità nella ricostruzione. Delle 1.147 procedure di gara per un valore complessivo di circa 2 miliardi di euro, solo una è finita in contenzioso, senza alcuna impugnativa dei pareri Anac. Il presidente Giuseppe Busia ha parlato di «presidio di legalità ed efficacia», sottolineando la rapidità delle valutazioni e il ruolo di prevenzione svolto dall’Autorità.

Cambio di passo Il Consorzio nazionale ricostruzione ecologica ha invece lanciato un appello per un cambio di passo. Pur riconoscendo l’impegno del commissario Castelli, ha chiesto una ricostruzione più sostenibile. Secondo il presidente Claudio Del Medico Fasano, bisogna «seguire il modello Friuli» e puntare su qualità edilizia, risparmio energetico e trasparenza. Il Consorzio ha proposto un albo delle imprese sostenibili, l’uso di una piattaforma pubblica per il monitoraggio dei cantieri e il coinvolgimento di università e centri di ricerca per garantire rigenerazione urbana duratura e inclusiva.

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