Il professor Ubertini

È morto a Perugia il professor Lucio Ubertini, ingegnere idraulico di fama internazionale, docente universitario e promotore del riconoscimento Unesco delle opere idrauliche umbre.

Chi era Originario di Viterbo, Lucio Ubertini era nato il 28 agosto 1942 e si era laureato in Ingegneria meccanica presso La Sapienza di Roma nel 1966. La sua carriera accademica era iniziata alla fine degli anni Sessanta proprio a Perugia, dove nel 1981 diventò professore ordinario, insegnando prima alla facoltà di Agraria e successivamente anche a Ingegneria. Ubertini ha rivestito ruoli di grande rilievo scientifico e istituzionale: è stato presidente della sezione italiana della Commissione internazionale irrigazione e drenaggio (Icid), direttore del prestigioso Centro interuniversitario di formazione internazionale H2CU, e titolare della cattedra Unesco «Water Resources Management and Culture». Ha anche guidato la Commissione Grandi rischi per gli eventi idrogeologici nella Protezione civile e diretto il gruppo nazionale per la difesa dalle catastrofi idrogeologiche del Cnr.

Il ricordo Perugia, dove il professore viveva da decenni, «deve molto al professore Ubertini», ricorda la sindaca Vittoria Ferdinandi. È stato infatti grazie al suo impegno se il capoluogo umbro ospita oggi il World water assessment program dell’Unesco. Sempre per sua iniziativa, l’acquedotto medievale di Monte Pacciano ha ottenuto nel 2024 il prestigioso riconoscimento di patrimonio mondiale dell’idraulica («World Heritage Irrigation Structures») insieme ad altre storiche strutture umbre. «Proprio per celebrare questo traguardo», ricorda l’amministrazione comunale, «lo scorso febbraio si era svolto un convegno a cui il professore aveva offerto ancora una volta il suo contributo puntuale e illuminante».

Il cordoglio Ubertini lascia un’eredità importante nel campo della ricerca idrologica, dove ha sviluppato modelli innovativi per l’analisi statistica di afflussi e deflussi, e ha promosso un’intensa attività divulgativa volta a sensibilizzare istituzioni e comunità locali sull’importanza di una gestione sostenibile delle risorse idriche. L’amministrazione comunale ha espresso «la più sentita vicinanza ai familiari e alla comunità accademica», sottolineando che il ricordo del professor Ubertini resterà indelebile nella memoria della città.

I messaggi Numerosi i messaggi di cordoglio istituzionale. Per la presidente della Regione, Stefania Proietti, «con la sua scomparsa l’Umbria perde un luminare stimato in tutto il mondo per la sua ricerca e la sua eccellente competenza». Ha aggiunto che la visione di Ubertini «continuerà a dare frutto per l’Umbria e dall’Umbria al mondo, proprio come egli ha saputo fare e ci ha insegnato con il suo esempio di vita e di lavoro». Sarah Bistocchi ha definito Ubertini «simbolo di competenza e conoscenza, al servizio del bene comune e della società intera», ricordandone la vivacità culturale e il ruolo centrale nel far riconoscere a livello mondiale l’acquedotto medievale di Monte Pacciano. Andrea Romizi ha ricordato Ubertini come «figura di assoluto rilievo del mondo accademico e scientifico, nostro illustre concittadino e un caro amico», sottolineandone l’umanità, lo spirito di servizio e l’amore per la città.

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