Attività didattiche e progettuali del Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale dell’Università di Perugia saranno presto ospitate nella nuova sede universitaria di Corciano, all’interno del Centro Sabrina Caselli di San Mariano. L’accordo, che sancisce ufficialmente l’apertura della sede, è stato firmato lunedì nella sede del Comune dal sindaco Lorenzo Pierotti e dal rettore dell’Università di Perugia, Maurizio Oliviero. L’intesa è stata presentata come un punto di svolta per il territorio, che si inserisce ora a pieno titolo nella rete della formazione universitaria regionale.
Corsi e laboratori La sede sarà operativa nell’ambito del Dipartimento e porterà a Corciano corsi, laboratori e progetti legati alla formazione tecnico-scientifica e alla ricerca applicata, grazie al contributo del professor Giovanni Gigliotti, direttore del Dipartimento, e del professor Paolo Belardi, delegato del rettore, entrambi protagonisti della fase progettuale.

Più di un presidio Per il sindaco Pierotti si tratta di «una giornata storica» e di un passo concreto verso una crescita sostenuta e condivisa. «L’arrivo dell’Università degli studi di Perugia nel nostro territorio rappresenta molto più di un presidio accademico: è il punto di partenza di un progetto di sviluppo integrato, che potrà generare sinergie tra istituzioni, imprese, associazioni e cittadini».
Lungimiranza Il rettore Oliviero ha sottolineato il valore strategico dell’accordo, spiegando che «l’Università di Perugia è presidio di conoscenza chiamato a generare progresso», e ha riconosciuto all’amministrazione comunale di Corciano «una visione lungimirante» capace di tradurre l’investimento nella conoscenza in uno strumento per lo sviluppo locale. Secondo Oliviero, la collaborazione con il Comune potrà contribuire a formare competenze richieste dal mercato e a promuovere progetti legati alla transizione ecologica e allo sviluppo sostenibile. Anche il vicesindaco Sara Motti ha rimarcato l’importanza di questo traguardo: «Un investimento importante per il futuro dei nostri giovani, che potranno formarsi e crescere senza lasciare il territorio».
