Il Museo civico Rocca Flea di Gualdo Tadino ospita, dal 19 luglio al 31 agosto, la mostra La casa nel bosco. Grazia Cucco e le piccole storie dipinte su tavola, un viaggio onirico e intimista che esplora il rapporto tra uomo e natura attraverso le opere di Grazia Cucco. L’artista amerina presenta ventidue miniature inedite, realizzate su antiche tavolette di noce fornite dal frate francescano padre Alberto, trasformate in racconti visivi che fondono umanità e mondo animale con un linguaggio ironico e surreale.
L’esposizione Curata da Catia Monacelli, direttrice del polo museale di Gualdo Tadino, l’esposizione è arricchita da un testo critico di Giulio Rapetti Mogol, che offre un ritratto poetico dell’artista. «Una fantasia eroticamente furiosa chiusa in un rigore ecclesiastico… Pura come un animale, dominata dalle sue passioni vissute liberamente e dai suoi sentimenti vorticosi come un vento desertico, Grazia è un meraviglioso anacronismo vivente», scrive Mogol, sottolineando la natura contraddittoria e affascinante di Cucco. L’inaugurazione è in programma sabato 19 luglio alle 18 nella sala della città del museo. Sarà la stessa curatrice Catia Monacelli a introdurre al pubblico queste opere, definite «un viaggio nell’immaginario primordiale, dove ogni dettaglio diventa storia». La mostra resterà aperta tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 fino alla fine di agosto.
L’artista Pittrice autodidatta originaria di Amelia, Grazia Cucco è considerata una delle voci più originali dell’arte contemporanea umbra. Cucco è stata scoperta nei primi anni Novanta da Mogol, che ne ha intuito il potenziale artistico. Il riconoscimento ufficiale è poi arrivato nel 2010 con la consacrazione da parte di Vittorio Sgarbi al Festival dei Due Mondi di Spoleto, dove fu definita un’artista surrealista capace di unire tradizione e immaginazione. Nel corso degli anni le sue opere hanno conquistato spazi prestigiosi, fino ad approdare alla Biennale di Venezia, dove ha presentato installazioni di forte impatto come Natura porca. Con La casa nel bosco, Cucco conferma la sua capacità di trasformare il quotidiano in una narrazione fantastica, popolata da buffe creature ibride tra uomo e animale, in un gioco ironico che richiama la tradizione del grottesco per indagare la condizione umana.

