di Gordon Brasco
Sarà che Meryl Streep può permettersi tutto, di saltare da un musical (Mamma Mia! regia di Phyllida Lloyd del 2008) all’interpretare Margaret Thatcher (The Iron Lady regia di Phyllida Lloyd del 2011) o finire per vestire i panni di una donna avanti con l’età che ha avuto tutto dalla vita ma non ha ancora smesso di farsi domande. Ruoli diversissimi eppure sempre impeccabili, in un modo di recitare unico e perfetto che ci rimette in pace con la settima arte. A dirigerla in questa commedia è David Frankel con cui l’attrice del New Jersey ha già lavorato nello strepitoso Il diavolo veste Prada (del 2006), un connubio fortunato quindi che si rinnova in questa commedia gradevole, dai ritmi blandi, che si regge unicamente sul duo Streep-Lee Jones ed è un bene che sia così, perché la storia sarebbe potuta scivolare dalla commedia al ridicolo se il regista non avesse optato per una direzione senza eccessi, dopotutto stiamo parlando di una coppia «anziana» e della sua sessualità, argomento piuttosto scivoloso oggigiorno, da trattare con la massima cura.
Fragilità, intelligenza e curiosità Se Maryl Streep incarna la fragilità ma anche l’intelligenza e la curiosità della coppia , Tommy Lee Jones è perfetto nella parte del marito taciturno, un po’ brontolone, che con quella faccia imperscrutabile rende arduo a chiunque capire cosa stia pensando. I due si amano da tutta una vita ma arrivati a una certa età quello che rendeva piccanti le loro notti si è trasformato in qualcos’altro: lei che non riesce a dormire e lui invece che se la dorme nella stanza degli ospiti. La passione è finita? L’amore può resistere senza quel fuoco che ardeva tra i due? Tante le domande che si pone Kay (Maryl Streep) e che troveranno una risposta dopo aver trascinato il marito ad un incontro con un terapeuta di coppia per una settimana intensiva d’analisi per riscoprire se stessi e il loro rapporto. A interpretare il Dottor Feld c’è Steve Carell (tra i tanti: Un’impresa da Dio del 2007 e Agente Smart – Casino totale del 2008) assolutamente perfetto nella parte e che, inutile dirlo, assicura quella vena umoristica un po’ più decisa di tutta la pellicola.
Tinte rosa A chiudere il film un happy end assolutamente scontato ma che sarebbe stato assurdo non aspettarsi, dopotutto questa è una commedia a tinte rosa e un finale tra cuori che palpitano e fiori che sbocciano è il minimo sindacale. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo Il matrimonio che vorrei? Secondo noi SI ma a patto che teniate conto che si tratta di una commedia che si rivolge soprattutto a un pubblico adulto se non già un po’ «in là» con gli anni più che altro per i temi trattati che possono di sicuro far presa più su coppie mature che su giovani adolescenti: in generale però si tratta di un film curato, divertente, delicato, con attori strepitosi e in grande forma che assicurano un livello di recitazione sicuramente sopra la media.
Un film di David Frankel. Con Meryl Streep, Steve Carell, Elisabeth Shue, Tommy Lee Jones, Jean Smart. Titolo originale Hope Springs. Commedia, durata 100 min. USA 2012. Bim.
Trama: Kay e Arnold sono una coppia solida, ma decine d’anni di matrimonio hanno lasciato in Kay il desiderio di ravvivare un po’ le cose e di ritrovare intimità con il marito. Quando viene a sapere dell’esistenza di un rinomato terapauta di coppia nella cittadina di Great Hope Springs, Kay cerca di persuadere il suo scettico marito a salire su un aereo per andare a trascorrere una settimana intensiva di terapia di coppia. Convincere Arnold non sarà facile, ma ancor meno lo sarà, per i due, liberarsi delle inibizioni e riaccendere la scintilla che li aveva fatti innamorare al loro primo incontro.
Perugia
Gherlinda: 17.15 19.40 22.00
Zenith: 20.15 22.30
Foligno
Multisala Clarici: 17.30 20.00 22.30
Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 16.10 18.15 20.35 22.35

