Alcune migliaia di pellegrini hanno invaso per tre giorni Cascia in occasione delle celebrazioni della Festa di Santa Rita partecipando a giornate segnate da tradizione, fede e condivisione. Una festa che si rinnova ogni anno, riuscendo sempre a coinvolgere e commuovere con una serie di appuntamenti, come il Riconoscimento internazionale Santa Rita, con la premiazione delle Donne di Rita 2025, il corteo della Fiaccola della pace e del perdono, giunta a Cascia da Piacenza.

Ma «un saluto e una preghiera per i fedeli e i pellegrini» è arrivata anche da Papa Leone XIV, devoto di Santa Rita, Festa che ha celebrato qui anche nel 2024 da cardinale. A portare la parola del Papa è stato il priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino, padre Alejandro Moral, che ha preso parte al solenne pontificale presieduto nella Sala della Pace dal cardinale vicario Baldassarre Reina: «Il Santo Padre mi ha chiesto di salutarvi. Ci siamo incontrati lunedì di questa settimana e mi ha domandato se sarei venuto a Cascia, gli ho detto di sì e vi invia il suo saluto e la sua preghiera».

La Festa di Santa Rita, si è aperto con il tradizionale suono festoso delle campane e la processione storica con la Statua della Santa, portata dagli spalloni lungo il cammino da Roccaporena, che ha unito passato e presente tra i costumi del Quattrocento e i volti pieni di devozione. Infine, il solenne pontificale presieduto dal cardinale Baldassarre Reina che, nella sua omelia, ha ripercorso la vita difficile di Rita: dal «marito ucciso» ai «due figli morti» fino alla «vita religiosa finalmente abbracciata». Il porporato ha quindi detto: Rita «avrebbe potuto usare altro male e forse avrebbe avuto anche l’approvazione degli altri, ma ha preferito una strada diversa, ha preferito una strada di Vangelo, ha preferito perdonare». Quindi Reina ha guardato al presente segnato da guerre, ma soprattutto da un grande desiderio di pace, e ha richiamato le parole di Leone XIV: «Siamo davvero molto preoccupati per quello che succede in tutto il mondo, per tante guerre che davvero non tendono a smettere, a diminuire, anzi, c’è un’escalation sempre più violenta». Il cardinale ha poi ricordato, come anche Santa Rita insegna, che «il male non lo si vince con altro male» e rilanciato l’invito del Papa a disarmare il linguaggio: «Abbiamo bisogno di disarmare i sentimenti, di disarmare il nostro cuore. Abbiamo bisogno di immaginare altre strade per costruire delle relazioni che siano umane prima ancora che cristiane».

Al solenne pontificale è seguita la supplica e la benedizione delle rose, simbolo di grazia e speranza. La presidente Stefania Proietti ha partecipato alle celebrazioni, dicendo che «rendere omaggio a Santa Rita è un impegno concreto a vivere i suoi insegnamenti: la sua vita è un richiamo forte alla pace, alla riconciliazione e alla forza della preghiera, valori che oggi sono più che mai necessari. Il suo messaggio è attuale e universale e Santa Rita ci invita a essere costruttori di pace nel quotidiano ed è questo il messaggio che l’Umbria vuole portare con sé ogni giorno dell’anno».

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