Contributi post sisma per una stalla che non aveva

Avvia una pratica post sisma per ricostruire una stalla che non aveva. Succede a Cascia dove i carabinieri forestali hanno denunciato quattro persone a vario titolo per indebita percezione di contributi pubblici, abuso edilizio e falso, a seguito della realizzazione del fabbricato destinato all’attività zootecnica e di una concimaia. Nei guai sono finiti l’imprenditore agricolo che ha richiesto e in parte percepito il contributo di ricostruzione, che complessivamente girava intorno ai 200mila euro, il progettista e i due rappresentati legali delle aziende edili che hanno costruito la stalla. Secondo gli accertamenti compiuti dai carabinieri forestali, che hanno inviato l’informativa alla Procura di Spoleto, l’imprenditore agricolo non possedeva un fabbricato a uso stalla né animali, così come al momento del sisma il soggetto non risultava iscritto alla Camera di Commercio. I militari sostengono che l’indebita percezione di erogazioni pubbliche ai danni della Regione si sarebbe compiuta attraverso una serie di dichiarazioni mendaci e presentazioni di documenti non esaustivi. In particolare, l’imprenditore agricolo avrebbe simulato il possesso di una vecchia stalla di proprietà del Comune di Cascia, che in realtà, questa la ricostruzione dei fatti secondo i forestali, aveva occupato illegittimamente solo dopo il terremoto. La ricostruzione post sisma della stalla, con relativa delocalizzazione, quindi in un terreno differente da quello in cui prendeva posto quella comunale, sarebbe inoltre avvenuta senza che l’imprenditore agricolo abbia presentato il progetto per acquisire il permesso a costruire e l’autorizzazione paesaggistica. Dagli accertamenti documentali è risultato, infine, che non sarebbe stato redatto neanche il progetto strutturale della nuova stalla. In questo senso, violazioni al Testo unico dell’edilizia vengono contestate anche al progettista e ai due impresari edili che hanno costruito il fabbricato.

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