È morto padre Martino Siciliani, 86 anni. A confermare il decesso avvenuto nella mattinata del 3 maggio «con grande tristezza e profonda gratitudine» è direttamente l’Osservatorio sismico Bina di Perugia, che dal 1971 era diretto da padre Martino Siciliani. I funerali del monaco benedettino si terranno alla Basilica di San Pietro a Perugia lunedì 5 maggio alle 11.30.
In più di mezzo secolo di guida dell’Osservatorio Bina, che ha sede nel complesso monumentale di San Pietro, padre Martino Siciliani «ha dimostrato una dedizione instancabile e un costante impegno per la crescita del nostro prestigioso centro sismico e per il benessere di tutti noi», è scritto in una nota. «Il suo lavoro e i suoi progetti rimarranno sempre un punto di riferimento per noi e ci guideranno nel futuro per la realizzazione della sua visione. In questo momento di dolore, ci stringiamo attorno alla sua famiglia, alla comunità monastica benedettina, ai suoi cari e a tutti coloro che lo hanno conosciuto ed apprezzato», conclude la comunicazione.
L’ arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, monsignor Ivan Maffeis, «unitamente alla comunità diocesana, si unisce al dolore della comunità monastica e di tutti coloro che hanno conosciuto e stimato padre Martino, elevando preghiere di suffragio per la sua anima e ringraziando il Signore per il dono della sua vita e del suo ministero. ‘In te, Signore, ho sperato, non sarò confuso in eterno’», è scritto in una nota della Diocesi.
«L’Umbria oggi perde un uomo di fede e di scienza di grande valore», ha detto la presidente Stefania Proietti, secondo cui «l’instancabile opera e gli studi di padre Martino hanno contribuito in maniera significativa alla sicurezza del nostro territorio, attraverso il monitoraggio costante e la profonda comprensione dei fenomeni sismici. La sua eredità scientifica e umana siamo certo continuerà a essere la strada maestra per gli studiosi dell’Osservatorio Bina e per tutta la comunità umbra, rappresentando un esempio di rigore scientifico e di passione per la conoscenza al servizio del bene comune».
