Fu a Perugia, il 18 luglio 1216, che si registrò uno dei primi episodi della storia del conclave come oggi lo conosciamo. Secondo la tradizione, dopo la morte di Papa Innocenzo III, i cardinali furono chiusi a chiave dai perugini per sollecitare l’elezione del nuovo pontefice, Onorio III. Da quell’episodio deriva il termine “conclave”, dal latino «cum» e «clavis» («luogo chiuso a chiave»), che in origine indicava una parte riservata della casa.
Storia Tuttavia, furono le circostanze dell’elezione di Gregorio X a Viterbo a codificare il sistema del conclave. Dopo la morte di Clemente IV, l’elezione del successore si protrasse per oltre due anni. Per accelerare la decisione, nel 1271 il capitano della città Ranieri Gatti fece addirittura scoperchiare la sala del conclave, forzando i cardinali a scegliere Teobaldo Visconti, che prese il nome di Gregorio X. Quest’ultimo, con la costituzione “Ubi periculum” approvata nel Concilio di Lione del 1274, stabilì per la prima volta regole precise per l’elezione del papa, successivamente integrate nel diritto canonico da Bonifacio VIII. Originariamente, il conclave doveva tenersi nello stesso luogo della morte del pontefice, ma dal pontificato di Callisto III (1455) fu stabilito come sede Roma, prima al Vaticano e poi al Quirinale fino al 1870.
In hac sublimi Numerose modifiche al sistema furono introdotte nei secoli, da papi come Pio IV, Gregorio XV, Clemente XII e Pio IX, quest’ultimo con la bolla “In hac sublimi” del 1871 che alleggerì la clausura dei cardinali. Nel Novecento, Pio X (“Vacante Sede Apostolica”, 1904) e Pio XII (“Vacantis Apostolicae Sedis”, 1945) aggiornarono ulteriormente le procedure. Giovanni XXIII intervenne nel 1962, mentre Paolo VI, nel 1975 con la costituzione “Romano Pontifici eligendo”, introdusse l’esclusione dei cardinali ultraottantenni dal conclave. L’ultima grande revisione risale a Giovanni Paolo II, che nel 1996 pubblicò la costituzione “Universi Dominici Gregis”, aggiornata poi da Benedetto XVI nel 2007 con il motu proprio “De aliquibus mutationibus”.
Tempi Le regole attuali prevedono che, dopo la morte del pontefice, tutti i cardinali vengano convocati a Roma. Il conclave deve iniziare tra il quindicesimo e il ventesimo giorno successivo al decesso. Dopo l’elezione, l’accettazione dell’incarico da parte del nuovo papa viene formalizzata con un verbale e il rito d’obbedienza.
