di Maurizio Troccoli
Per chi legge dall’Umbria sono 4 i nomi di cardinali legati a questa terra due dei quali esclusi dal conclave per sopraggiunti limiti di età e sono il cardinale Gualtiero Bassetti, ex presidente della Cei e il cardinale originario di Todi Ennio Antonelli alla soglia dei 90 anni.
Entrano in conclave Giuseppe Betori arcivescovo emerito di Firenze, originario di Foligno (tra l’altro successore a Firenze di Antonelli) e Mauro Gambetti, ex custode del Sacro Convento, francescano conventuale e attuale arciprete della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano. Rispetto a una sua probabile elezione, qualcuno ha ricordato una frase che fu attribuita a Papa Leone XII: «Abbiamo eletto un Santo Padre non un Padre Eterno», ma il senso di quell’affermazione fu esattamente opposto a quello attuale. Il Papa si difendeva dalle accuse di vecchiaia avendo raggiunto la veneranda età dei 90 anni. Gambetti oggi ne ha 59.
Alcune cose certe, la prima, la più ovvia, mai più vera di ora: nessuno sa chi sarà il successore di Francesco. Le altre volte molti cardinali conoscevano quanto Bergoglio avesse avuto partita aperta all’elezione di Ratzinger. Come tanti sapevano come Scola fosse voluto da molti cardinali d’occidente: tranne poi essere affievolito dalle divisioni interne proprio degli italiani. Primo tra tutti Bertone. Altra certezza: se non si vuole lasciare emergere l’antica divisione conservatori progressisti si lasci spazio a quella occidente periferia. Con sbilanciamento al lato opposto. Il conclave sarà pieno di cardinali provenienti da aree remote del pianeta. Con la naturale conseguenza che anche fossero in sintonia rispetto al baricentro della Chiesa, non si conoscono tra loro. Probabilmente è la prima volta che si incontrano. Altre certezze o quasi, sono legate al fatto, ad esempio che Santa Marta, ritorna a essere l’albergo dei cardinali. Non più quindi l’appartamento del Papa. Ma il ritorno ai fasti di San Pietro sarebbe difficile da comunicare per un uovo Papa già gravato del peso di Franecsco. Per cui le ipotesi sulla nuova residenza del Papa sono tutte da valutare. Bergoglio ci ha abituati a una maggiore elasticità di scelta sui luoghi. Come certo dovrebbe essere il fatto che dopo Francesco non si ritorna indietro. Intanto perché quel gruppo di Chiesa della conservazione pare essere ridotto a una minoranza. E anche divisa al proprio interno. In secondo luogo perché lo slancio verso una chiesa diversamente percepita nel mondo non sarebbe interessato a svilirlo nessuno. Che queso si traduca tuttavia in un Francesco secondo, è possibile crederlo e auspicarlo, ma non ci son certezze. Ancora un’ultima considerazione: lo spaesamento generale è confermato anche dalla piccola Umbria. Chi da qui ha contatti stretti e influenti con la curia romana conferma che non è stato preparato nessun terreno per il conclave. Significa, tra le numerose altre cose, che i cardinali influenti, alcuni nomi per tutti: Bertone, Scola, Ravasi, Ruini, Re, ma anche il nostro Bassetti, saranno raggiunti e faranno partire diverse telefonate per sondare e orientare.
I cardinali attualmente in vita sono 252 mentre gli elettori sono 135 dei quali 2 hanno già detto di non partecipare per problemi di salute e sono il cardinale spagnolo Antonio Canizares e l’arcivescovo emerito di Sarajevo Vinko PulJic. I cardinali italiani elettori sono 19. I Paesi rappresentati sono 71 con un ruolo accresciuto degli asiatici, dei latinoamericani e degli africani. Poi c’è l’incognita Becciu che Francesco ha privato delle prerogative legate al cardinalato. Ma sia per lui che per altri prelati in età per essere elettori ma coinvolti in provvedimenti sospensivi, vale il fatto che sono tutti «invitati» al conclave. Nei prossimi giorni si saprà quali saranno le scelte non facili rispetto all’ammissibilità alle votazioni.
















Veniamo a qualche nome, pur ricordando che chi entra Papa esce Cardinale: tra gli italiani ci sono di certo l’attuale segretario Pietro Parolin di 70 anni, amato da Francesco soprattutto per la sua umiltà, poi Matteo Zuppi, presidente della Cei e arcivescovo di Bologna, prete di strada, soprattutto per questo nelle grazie di Bergoglio, ma anche membro di famiglia importante non solo ecclesiastica. E poi Pierbattista Pizzaballa, attuale patriarca di Gerusalemme originario del Bergamasco come il Papa Buono, ma con lo stesso difetto dell’umbro di adozione Gambetti: è appena sessantenne. L’eccezione che si ebbe con Woitiyla farebbe pensare che una possibilità possa esserci. Ma il profilo deve essere talmente solido da fare passare il desiderio ai cardinali di poter partecipare a un altro conclave, avendo, un Papa giovane, vita lunga. Guardando alla chiesa fuori dall’Italia si pensa a Jean Marc Aveline, arcivescovo di Marsiglia di 66 anni noto per l’interessante simpatia che cresce intorno a lui in Francia particolarmente attorno ai temi sociali. Poi il vescovo di poliglotta di Stoccolma il cardinale Anders Arborellus carmelitano di 75 anni, poi il tradizionalista Peter Erdo, arcivescovo di Budapest. Si fanno anche i nomi dell’arcivescovi di Barcellona Juan Josè Omelia e di Lazzaro You Heung Sik della Corea del Sud. Tutti avranno sentito parlare del cardinale Luis Antonio Gokim Tagle, il filippino cardinale pro prefetto del dicastero dell’evangelizzazione. Se si guarda agli Stati Uniti si pensa a Robert Francis Prevost il meno americano degli americani, 69 anni, agostiniano, con venti anni di esperienza in Perù. C’è chi fa il nome di Angel Fernandez Artime, spagnolo di 64 anni è stato il decimo superiore dei Salesiani il più grande ordine religioso del mondo e ha visitato 120 paesi. Ha simpatie e numeri dalla parte sua anche Jose Tolentino de Mendonca, alla soglia dei 60 anni, prefetto portoghese del dicastero della Cultura è uno che tocca i cuori anche oltre il mondo cattolico. Jean Claude Hollerich , 66 anni e gesuita è il cardinale arcivescovo del Lussemburgo, noto per le sue posizioni aperturista ai temi sociali e morali. Poi c’è Cristobal Lopez Romero, 72 anni salesiano spagnolo arcivescovo di Rabat in Marocco e una lunga esperienza in Paraguay e in Bolivia. Concludiamo con un papabile nero Fridolin Besungu Ambongo, 65 anni congolese che potrebbe puntare sulla compattezza dei cardinali africani, cappuccino è stato molto vicino a Bergoglio.
