di Elle Biscarini

Ufficialmente depositato al Comune di Perugia un ordine del giorno che potrebbe segnare una svolta nella tutela dei rider e più in generale dei lavoratori delle piattaforme digitali. L’atto chiede alla sindaca e alla giunta comunale di impegnarsi per avviare un percorso strutturato per migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei rider perugini. «Un patto di civiltà, per impedire che si continui a morire per consegnare un pasto» dice Sveva Stancati della segreteria di Alleanza verdi e sinistra, secondo cui si è di fronte alla «scelta tra un futuro di sfruttamento e un futuro di diritti». Pochi giorni fa anche Terni si è mossa per garantire più tutele alla categoria.

Spazi e tutele Un’iniziativa, questa di Perugia, che «parte dal basso, perché – ricorda Andrea Marconi di Nidil Cgil – costruita attraverso l’ascolto diretto delle istanze dei lavoratori, raccolte dal sindacato nel corso delle assemblee cittadine delle scorse settimane». Il documento, frutto della collaborazione tra i gruppi consiliari del Partito democratico e di Avs, è stato presentato nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella mattinata di mercoledì al circolo Arci ‘Il porco rosso’, sede del primo Spazio rider della città, realizzato in collaborazione con Nidil Cgil Perugia.

I contenuti L’atto punta a rendere il Comune attore attivo nella regolazione e nella tutela del lavoro digitale. Tra le proposte, una mappatura delle piattaforme attive sul territorio e rilevazione dei dati su numero di lavoratori e forme contrattuali utilizzate. Inoltre, l’ordine del giorno impegna sindaca e giunta all’avvio di un confronto, promosso dal Comune, con le aziende che impiegano rider a Perugia, per negoziare la creazione di spazi di ristoro con possibilità di ricarica dei dispositivi e manutenzione del mezzo, verificare la fornitura dei dispositivi di sicurezza e promuovere sicurezza stradale e sul lavoro. Al centro delle richieste anche il tema della viabilità, con la proposta di definire zone di sosta e appositi permessi di transito durante l’attività di consegna. Tra gli impegni anche la previsione del blocco dell’attività lavorativa dei rider in occasioni di rischio climatico – come in caso di forti piogge e ondate calore – con attivazione di indennità compensative, l’approvazione di una Carta dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori digitali nel contesto urbano e la richiesta di sostegno all’approvazione di una normativa regionale in tutela dei diritti dei riders.

Impegno e collaborazione L’ordine del giorno si propone inoltre di incentivare la collaborazione tra le parti sociali, stimolando accordi, protocolli e negoziazioni tra lavoratori, sindacati e aziende, con l’obiettivo di dare attuazione alla nuova Direttiva europea 1831/2024 sul lavoro digitale. «Quando ci siamo presentati alle elezioni, abbiamo promesso che avremmo ascoltato le istanze dei lavoratori – ha detto il consigliere comunale Lorenzo Falistocco (Avs) – e oggi questo ordine del giorno rappresenta un segnale politico concreto: riportiamo il tema del lavoro e dei diritti al centro dell’agenda amministrativa». Un ordine del giorno che «pone l’amministrazione comunale come mediatore nei conflitti del territorio e promotore del dialogo sociale, in un settore dove il caporalato digitale è una piaga sempre più evidente» sottolinea Nicolò Ragni del Pd, tra i firmatari dell’atto.

Spazio rider Un primo step verso un miglioramento concreto, secondo Nidil Cgil Perugia, che da anni rappresenta i lavoratori atipici e ha seguito passo passo il percorso che ha portato al deposito dell’atto. «Esprimiamo soddisfazione per il recepimento delle proposte emerse dalle assemblee con i riders – commenta Marconi – Ringraziamo i gruppi consiliari per la sensibilità e la serietà dimostrata. Ora avanti con l’approvazione e con l’attuazione degli impegni da parte dell’amministrazione». Intanto, lo Spazio rider del Porco Rosso – il primo in città – continua ad ampliarsi, offrendo ai rider servizi fondamentali come manutenzione bici, wi-fi, e un ambiente sicuro in cui attendere gli ordini. Grazie alla collaborazione con Nidil, lo spazio fornisce anche orientamento al lavoro, assistenza legale e fiscale, diventando sempre più un punto di riferimento stabile e solidale per chi lavora su due ruote.

Dignità del lavoro «La pandemia – conclude Marconi – ci ha fatto scoprire l’esistenza di questi lavoratori, troppo a lungo invisibili. Questo atto è il primo passo concreto per restituire loro dignità e diritti». Il prossimo traguardo sarà l’approvazione dell’atto in Consiglio comunale.

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