© Chiara Putignano

Lunedì mattina a Palazzo Spada c’è stato un minuto di silenzio per Ilaria Sula, studentessa ternana 22enne, vittima di femminicidio. E, proprio nel giorno dei suoi funerali, il consigliere Marco Celestino Cecconi (FdI) ha presentato un atto d’indirizzo per dedicare una sala o una stanza di uno dei palazzi comunali ad Ilaria. «Una situazione che ha colpito la città, come oggi purtroppo avviene a tutte le latitudini e che riguarda da nord a sud ragazze innocenti che cadono sotto i colpi di mani assassine. Ilaria è una figlia di Terni». Al termine della discussione, all’unanimità, l’assise cittadina ha deciso di modificare e approvare l’atto, concordando sul dedicare una stanza a tutte le donne ternane vittime di femminicidio.

Atto d’indirizzo «Premesso che la violenza su ogni essere umano è inaccettabile, quella sulle donne ancor di più, poiché assume risvolti che implicano aspetti etici e morali che ogni genere umano dovrebbe rifuggire. La lunga scia di femminicidi si allunga anche sulla nostra comunità e, per la prima volta, una nostra concittadina è stata barbaramente uccisa. Premesso che il ricordo di questo gravissimo episodio dovrà essere mantenuto in città perché tutti, a partire dalle nuove generazioni, possano mantenerlo vivo, impegna il sindaco e la giunta ad intitolare una sala in uno dei palazzi comunali a Ilaria Sula – conclude Cecconi – morta per mano di chi ha fatto scempio della sua vita».

Dibattito «Purtroppo non credo sia il primo femminicidio che colpisce la nostra città – puntualizza il consigliere Pierluigi Spinelli (Pd) -. Questo punto lo toglierei, non corrisponde al vero. Pur apprezzando lo spirito, credo sia opportuno farlo precedere a un confronto e una discussione per capire se la proposta può essere utile. Ce ne potrebbero essere altre da parte di chi ogni giorno si trova ad affrontare – e mi riferisco ai centri antiviolenza – e a sostenere le vittime di questi episodi. E vorrei ascoltare la famiglia. Mi sembra una scelta apprezzabile, ma eviterei di sostenerla solo sulla spinta emotiva del momento». Nel merito anche la presidente del consiglio comunale Sara Francescangeli (Ap): «Terni è una piccola città di provincia, la comunità è abbastanza ridotta e delitti esecrabili, come quello di cui è stata vittima Ilaria Sula, sono particolarmente sentiti. Tuttavia, a me non mi piace che si parli della violenza sulle donne come un argomento di colore politico. Non mi piace che si debbano sentire le associazioni che si occupano di volontariato in tal senso, come non mi piace che si porti una proposta di questo genere in un consiglio comunale. Ho lavorato dieci anni come consulente al Telefono Donna ed è una questione seria. Quest’aula non può fare assolutamente niente, c’è un sistema che non è ancora pronto a respingere questo tipo di violenza».

Femminicidio Poi aggiunge: «Questo non è il primo femminicidio in città. Ricordo Marianna Vecchione uccisa alla presenza dei figli nel 2011 con una fucilata in casa mentre era in ginocchio. Ricordo Laura Livi uccisa nel 2014 in casa alla presenza dei figli. Giuseppa Corvi che è stata uccisa sempre nel 2014 a martellate dall’ex marito. Per tanto troverei anche ingiusto nei confronti di queste vittime – spiega Francescangeli – dello stesso reato, intitolare una sala a Ilaria. Ma non perché Ilaria valga di meno, ma perché non valgono meno di certo le altre. Porterei fuori questa discussione dall’aula consiliare. Vorrei emendare l’atto dicendo di intitolare ‘alle vittime ternane di violenza sulle donne’». Per la consigliera Elena Proietti Trotti (FdI) invece è proprio Palazzo Spada il luogo deputato a discutere di certe cose: «Noi rappresentiamo Terni e la città è rimasta attonita di fronte a quanto accaduto. Tutte le donne che ha nominato la presidente Francescangeli sono donne morte per mano di un uomo. Non un uomo qualsiasi, ma uno che in molti casi viveva con loro, in molti casi padre dei loro figli. Quando si parla di femminicidio a me non piace molto, perché il fatto che muoia una donna o muoia un uomo, è da chi è perpetrato l’omicidio. In questo caso da una persona che dovrebbe fare tutt’altro. Molte volte ci scordiamo che ci sono bambini che rimangono orfani». «Scriverei – aggiunge Proietti Trotti – i nomi di queste donne».

Terni Cinzia Fabrizi (Gruppo misto): «Non è mia consuetudine mescolare la mia attività professionale con il consiglio comunale. Questa volta però mi sento di farlo perché quando ho appreso la notizia, nella mia scuola c’è la cugina, ci sono degli amici, il fratello di Ilaria ha frequentato la scuola e c’è stato un momento molto forte dal punto di vista emotivo. Credo che questo sia un bel segnale – puntualizza Fabrizi – il fatto che i ragazzi vivano episodi come questo con un forte senso di ingiustizia, significa che dentro di loro capiscono che ci troviamo davanti a una cosa sbagliata. Tutti gli atti di violenza sono da condannare. Va stigmatizzata la cultura del possesso, che vede l’altro come qualcosa da possedere e da annientare quando non risponde ai propri desiderata. Mi fa piacere che ci siano stati tanti interventi da parte di uomini in questo consiglio comunale». Poi la consigliera Roberta Trippini del Gruppo misto interviene emozionata: «Abbiamo continuamente ragazze e donne uccise. E’ bene parlarne, ma noi dobbiamo stare vicini ai nostri figli. Genitori si diventa piano piano nella vita e dobbiamo vedere i loro occhi, cercare di capire cosa hanno dentro. E fagli capire, sin da piccoli, cosa accade intorno a loro».

Votazione E dopo qualche emendamento, al termine della discussione, Palazzo Spada ha approvato all’unanimità (32 voti) l’atto d’indirizzo che prevede di dedicare una stanza a tutte le donne ternane vittime di femminicidio.

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