Corso Sertorio di Norcia (foto archivio F. Troccoli)

Meno imprese con valore della produzione assente, occupazione in crescita e maggiore incidenza delle società di capitali. Questi alcuni dei dati contenuti nel report elaborato sullo stato di salute del tessuto produttivo dei 14 comuni della Valnerina al 31 dicembre scorso dalla Camera di Commercio dell’Umbria, secondo cui, in sintesi, nel cratere del sisma più vicino all’Appennino si intravede una luce, che invece non è ancora visibile a Spoleto.

L’analisi, infatti, segnala per la Valnerina «una diminuzione graduale, ma costante delle imprese attive solo sulla carta, senza cioè un’attività economica reale»: le imprese con valore della produzione assente alla fine del 2024 erano 1.875, mentre nel 2017 raggiungevano quota 2.016, con una riduzione del 7 per cento, che in questo caso è un buon segnale. Non cambiano granché le cose se nella stessa rilevazione si include Spoleto: in questo caso «nel 2017 erano 4.894 le aziende attive solo sulla carta scese a 4.556 nel 2024», con un decremento del 6,9 per cento. Il dato dell’occupazione, invece, diventa negativo allargando l’analisi a Spoleto: prendendo in esame i 15 comuni del cratere «il numero totale degli addetti scende dai 16.502 del 2017 ai 16.128 del 2024», che equivale a una flessione del 2,3 per cento.

Per la Camera di Commercio, poi, «il cambio di passo nei 14 comuni della Valnerina è chiaro anche nella qualità dell’occupazione», perché «gli addetti non familiari, quindi lavoratori dipendenti veri e propri delle imprese, sono passati dai 2.594 del 2017 ai 3.200 del 31 dicembre scorso», con una crescita del 23,3 per centro. Una performance, questa, che salva il risultato allargato a Spoleto, seppur di poco: calando la lente sui 15 comuni, infatti, gli addetti non familiari passano dagli 11.186 del 2017 agli 11.243 del 2024», con un incremento di appena lo 0,5 per cento. Andando per sottrazione, al fine di isolare la sola performance di Spoleto, gli addetti non familiari, quindi i lavoratori dipendenti, sarebbero diminuiti dagli 8.592 del 2017 agli 8.043 del 2024, con una flessione del 6,4 per cento. In questo quadro, andrebbe poi compresa l’eventuale crescita dei lavoratori autonomi, che non è presente nel report.

Per i 14 comuni della Valnerina, poi, la Camera di Commercio segnala anche l’incremento delle imprese di capitali, considerate ovviamente «più solide e più strategiche, perché con obbligo di bilancio e maggiore capacità di attrazione e investimento: nel 2015 le spa, le srl e le cooperative erano 231 e rappresentavano il 10,7 per cento del totale delle imprese, mentre al 31 dicembre scorso erano salite a 335 e incidevano sulla platea per il 15,7 per cento». La stessa rilevazione non è disponibile per il cratere a 15 comuni, quindi con Spoleto.

Il report, inoltre, fa emergere «un quadro più nitido del miglioramento proprio per le imprese di capitali attive in Valnerina, che registrano un valore aggiunto per impresa in crescita del 35,9 per cento tra il 2017 e il 2024, a fronte di un’inflazione del decennio del 18,7 per cento, mentre nello stesso periodo di riferimento il valore della produzione è cresciuto del 40,2 per cento». Vengono considerati «meno brillanti» i risultati che emergono includendo Spoleto nell’analisi: così procedendo «il valore aggiunto dal 2017 al 2024 è cresciuto dal 21,2 per cento (contro contro il 35,9 per cento della sola Valnerina), mentre il valore della produzione è del 36 per cento (contro il 40,2 per cento)».

Considerati «in ripresa anche i margini aziendali che, pur restando su valori contenuti, segnano un deciso miglioramento rispetto alla stagnazione post-sisma dei comuni della Valnerina: in particolare il Roi (redditività operativa dei capitali investiti) passato dall’1,84 per cento del 2017 al 2,98 per cento 2024, mentre il Roe (redditività del capitale proprio dei soci) salito dal 2,65 per cento del 2017 all’8,37 del 2024». Qui, invece, allargare l’analisi a Spoleto porta con sé un miglioramento del Roi, che passa dal 2,2 per cento del 2017 al 3,88 del 2024 e il Roe dal 3,3 all’8,36».

«I dati del 2024 confermano che la Valnerina ha imboccato la strada del rilancio», ha detto Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio, secondo cui «il lavoro congiunto delle istituzioni, delle imprese e delle comunità locali ha cominciato a dare frutti concreti. Oggi – va avanti – vediamo meno imprese ferme, più occupazione vera, una crescita della solidità economica e un aumento delle imprese strutturate, capaci di competere. La Camera di Commercio dell’Umbria ha creduto sin dall’inizio nel Progetto Fenice, convinta che la ricostruzione debba passare non solo dalle case, ma anche dal tessuto produttivo. Ora la sfida è consolidare questi risultati nel tempo, guardando con realismo ma anche con fiducia al futuro».

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