Un cantiere (©Fabrizio Troccoli)

di D.B.

Saranno 16.290 le assunzioni previste in Umbria nel trimestre marzo-maggio 2025, con 5.610 nuovi ingressi nel solo mese di marzo. I numeri arrivano dall’analisi realizzata dalla Camera di commercio dell’Umbria sulla base dei dati del sistema Excelsior. La crescita rispetto allo scorso anno si attesta al 4,7 per cento per il mese (quasi due punti in più rispetto alla media nazionale) e al 3,8 per cento per il trimestre. I settori che trainano la domanda sono i servizi e le costruzioni, mentre il comparto manifatturiero mostra stabilità.

I numeri A livello provinciale, le imprese di quella di Perugia prevedono 4.400 assunzioni a marzo e 12.530 nel trimestre, con il 65 per cento delle entrate concentrato nei servizi e il 70 per cento nelle imprese con meno di 50 dipendenti. Solo il 12 per cento delle nuove assunzioni riguarda dirigenti, specialisti e tecnici, un dato inferiore alla media nazionale. Quelle di Terni invece stimano 1.210 assunzioni per il mese e 3.760 nel trimestre, con il 58 per cento delle opportunità nei servizi e una maggiore difficoltà di reperimento del personale, che raggiunge il 56 per cento rispetto al 54 per cento della media regionale.

Lavoro qualificato Il problema della difficoltà di reperimento dei lavoratori qualificati – spiega l’ente camerale – continua a rappresentare un ostacolo per le imprese umbre. Oltre il 54 per cento delle assunzioni previste risulta di difficile copertura. Le figure più richieste ma difficili da trovare includono ingegneri, tecnici della gestione dei processi produttivi e operai specializzati come fabbri e saldatori. In particolare, la difficoltà di reperimento raggiunge il 66,5 per cento per dirigenti e tecnici, arrivando all’84 per cento per i tecnici della salute.

A termine Una costante rimane quella della precarietà. I contratti a tempo determinato infatti continuano a prevalere: solo il 26 per cento delle assunzioni previste sarà stabile, mentre il 74 per cento riguarderà contratti a termine o con durata predefinita; un elemento che evidenzia la difficoltà per molti lavoratori, in particolare i giovani, di trovare un impiego duraturo e sicuro.

Il presidente Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio, sottolinea come «la difficoltà di reperire lavoratori qualificati continui a rappresentare un ostacolo per lo sviluppo delle imprese». Per affrontare il problema, occorre «rafforzare le strategie per ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro» attraverso «percorsi di formazione mirati, incentivi alle aziende che investono in competenze e programmi di orientamento già nelle scuole». Mencaroni evidenzia anche l’importanza di «rafforzare le agevolazioni fiscali per le imprese che stabilizzano i contratti a termine, favorendo così una maggiore continuità occupazionale». Infine, ribadisce che la crescita dell’occupazione deve essere accompagnata da «opportunità stabili e sostenibili nel lungo periodo», sottolineando la necessità di uno «sforzo condiviso tra pubblico e privato per un mercato del lavoro più dinamico ed equilibrato».

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