Confermata dai giudici della Corte d’Appello di Perugia la condanna a 10 mesi di reclusione per due uomini, padre e figlio, ritenuti responsabili dell’aggressione a un assistente capo della polizia penitenziaria. L’episodio risale al febbraio 2020 e si è verificato nel carcere di Capanne, al termine di un colloquio tra il detenuto e il visitatore.
Minacce Secondo la ricostruzione dell’accusa, il detenuto, al termine del tempo concesso per il colloquio, avrebbe reagito violentemente all’invito dell’agente a concludere l’incontro, minacciandolo e passando all’aggressione fisica. Il figlio, presente in quel momento, sarebbe intervenuto colpendo l’assistente capo con pugni alla testa e al ventre.
In ospedale L’agente, soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Maria della Misericordia, ha riportato lesioni giudicate guaribili in 20 giorni. In seguito all’episodio, la commissione medica ha riconosciuto al poliziotto un’invalidità permanente del 30%. La sentenza d’appello ha dunque confermato la condanna emessa in primo grado.
