Comitati in pressing sulla presidente Stefania Proietti per conoscere «i tempi di ripristino dei reparti dell’ospedale di Spoleto» smantellati nell’ottobre 2020, quando il nosocomio è stato convertito in presidio per la cura del Covid, a cominciare da Ostetricia e Ginecologia con ripristino del Punto nascita.

Sono direttamente i rappresentati dei quattro comitati, che hanno raccolto e consegnato anche a Proietti la petizione firmata da 10.055 cittadini residenti tra Spoleto e Valnerina, a sollecitare «risposte concrete» sulle sorti del San Matteo degli Infermi. E lo hanno fatto con una lettera inviata alla presidente, ma anche alla direttrice generale della Regione per welfare e salute Donatella Donetti e al presidente della Terza commissione dell’assemblea legislativa, competente in materia di sanità, Luca Simonetti.

In particolare, nel documento si «chiede di provvedere quanto al prima al ritrasferimento dell’Ostetricia e della Ginecologia nella sua sede originaria, cioè al terzo piano dell’ospedale, in quella che era l’area materno infantile fino ad agosto 2023. Questo spostamento – è scritto – rappresenta, secondo i nostri esperti, un passo necessario per riaprire il Punto nascita e sarebbe un’immediata risposta concreta alle aspettative dei nostri concittadini».

Nella lettera firmata dall’ex sindaco Umberto De Augustinis (comitato civico per la salute pubblica e l’emergenza sanitaria di Spoleto e Valnerina), da Antonio Briguori (comitato di strada per la salute pubblica), da Francesco Giannini (coordinamento per la pace, i diritti e la difesa dell’ambiente) e da Leonello Spitella (Spoleto city forum), poi, si chiede ai vertici della Regione «di visitare in tempi brevi il nosocomio di Spoleto, al fine di far conoscere alla cittadinanza il programma e i relativi tempi di riattivazione dei servizi e dei reparti previsti nella delibera di giunta regionale 212 del 29 febbraio 2016, che classifica l’ospedale di Spoleto come presidio dotato di Dea di Primo livello e Punto nascita».

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