Bloccato dalle proteste degli studenti il seminario ancora in fase di progettazione che prevedeva workshop e casi studio con esperti di Leonardo e Rheinmetall, due aziende produttrici di armi, la prima italiana e le seconda tedesca. L’incontro avrebbe dovuto essere collegato al corso ‘Sistemi d’intelligence e sicurezza nazionale’ della magistrale di Relazioni internazionali del dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Perugia.
Nella giornata di giovedì, prima un flash mob organizzato dagli studenti dell’associazione Link nell’atrio di Scienze politiche, poi la mossa dei rappresentanti di Udu che ne ottengono la cancellazione a seguito del confronto con il direttore del dipartimento, Giorgio Eduardo Montanari, e il coordinatore del corso di laurea magistrale, Luca Pieroni.
Esultano i rappresentanti che ribadiscono la loro «ferma opposizione alla presenza di aziende produttrici d’armi coinvolte nel genocidio a Gaza in università». Posizione condivisa anche dagli studenti di Link: «Non è solo il corso di per sé il problema, ma che esso sia il pretesto per aprire le porte dell’università ai principali attori dell’industria bellica, normalizzando e legittimando una visione della guerra come un settore comune in cui fare business» dice il coordinatore Michele Saraceni.
