Pierfrancesco Battistini (foto F.Troccoli)

di Giovanni Baricca

Perugia non pervenuto. Tre minuti da Grifo vero non servono a molto se i restanti ottantasette non li giochi da Perugia. Tre minuti, i primi della ripresa, più spiccioli qua e là. Dall’altra parte una squadra vera, tosta, compatta. «Affamata» puntualizza Battistini.

Pier Francesco Battistini E sono proprio le qualità dell’avversario, la sua fame di vittorie (i molossi non avevano mai vinto in questo campionato) a mitigare la delusione della sconfitta. Almeno quella tecnico. «La Nocerina ha giocato bene, benissimo – esordisce Battistini nel postpartita -. Nel primo tempo ha avuto tante occasioni, sventate solo dall’abilità di Koprivec. Di contro, noi avremmo dovuto sfruttare meglio certe ripartenze: sulla sinistra si è sfondato spesso, abbiamo portato in area Anania, Politano, Fabinho… Bisognava essere più cattivi, più determinati nel concludere e nel riconquistare il pallone». E bisognava, pare dire Battistini, fare pure più attenzione dietro, nelle retrovie. «I due gol sono frutto di altrettante giocate di categoria superiore. Sul fallo che ha portato alla punizione di Mazzeo mi sono arrabbiato, non si possono fare certi regali ad avversari del genere». Domanda secca: il risultato di fine gara è bugiardo? «La sconfitta con il Pisa credo fosse immeritata, quella di oggi ci poteva stare» ammette il tecnico. Che a chi gli chiede se il Perugia resti ancora la squadra da battere, la favorita per il titolo, risponde stizzito: «La gente lo dice solo perché fa comodo. Ma il Perugia, per quanto forte, non è certo superiore ad altre quattro o cinque squadre. Siamo lì, più o meno alla pari. Insieme ad Avellino, Nocerina, Frosinone e via dicendo. Il nostro è un campionato equilibrato, ogni gara è importante e i tre punti non vanno mai dati per scontati. Il Perugia, adesso, deve soltanto pensare a recuperare le forze: quelle, qualche infortunato e soprattutto la testa». Preoccupato? «Direi di no. È soltanto che non sono abituato a perdere così, soprattutto due volte di fila. Ci rialzeremo».

Il dittì biancorosso La domanda, inevitabile, viene riproposta anche ad Alvaro Arcipreti, direttore generale biancorosso. «Nessuna crisi – assicura il dirigente -. Giocavamo contro la Nocerina, la sconfitta ci può anche stare. Certo è che le nostre aspettative sono importanti, ambiziose. Dobbiamo recuperare terreno quanto prima, subito, a partire già da domenica con l’Avellino». Le poche note intonate, nel requiem campano del “San Francesco”, Arcipreti le individua nelle giocate dei singoli. Nell’impegno, si dice in certi casi: «Che non penso sia mancato, quello ce l’hanno messo tutti. Fabinho mi è piaciuto molto, a destra come a sinistra. Ciò che proprio non mi è piaciuto è l’andamento generale della partita: dovevamo sfruttare meglio gli esterni e concretizzare certe situazioni di gioco». Un ultimo pensiero Arcipreti lo riserva a Liviero: «Matteo sta meglio, si sta riprendendo. Per noi è un giocatore importante, ma la sua assenza non può certo essere un alibi. Sarebbe ipocrita lamentarsi delle assenze. Martella, nel caso specifico, ha davvero fatto il suo».

Gli avversari «Perugia non pervenuto? Macchè!» esclama al termine Gaetano Auteri, allenatore della Nocerina. Che nel giudizio sui grifoni sposa appieno la linea morbida: «Il Perugia è una squadra importante, forte, tra le prime di questo campionato. Siamo stati bravi noi, che ultimamente siamo cresciuti e che abbiamo ritrovato la retta via. Non fosse stato per le prodezze di Koprivec, saremmo passati e avremmo legittimato il vantaggio già nella prima frazione». Poi conclude «Quella di oggi è una vittoria importante. Perché è la prima è perché l’abbiamo meritata». «Successo doppio» gli fa eco Evacuo, l’autore della prima rete. «Il Perugia è uno squadrone, una delle legittime pretendenti al titolo finale. Sono contento di essermi sbloccato proprio oggi, non poteva andare meglio».

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