di M.R.
Si è espresso nei giorni scorsi, a favore di Comune e Diocesi di Terni, il Consiglio di Stato, in merito all’appello presentato da una società attiva nel settore dell’edilizia, che contestava una variante al piano regolatore generale risalente al periodo 2015-1018. Secondo la ditta in questione, l’atto limitava le proprie possibilità edificatorie in un terreno di proprietà, a Collerolletta, a vantaggio di ‘piazza Duomo’. Il Tribunale amministrativo regionale per l’Umbria aveva già precedentemente respinto il ricorso. Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello e condannato la società al pagamento delle spese legali per complessivi 5 mila euro, divisi in parti uguali tra Diocesi e Palazzo Spada.
Consiglio di Stato Nelle motivazioni della sentenza in particolare è evidenziato che «non sono supportate da oggettivi riscontri le affermazioni secondo cui la nuova scelta pianificatoria sarebbe illogica e irrazionale in quanto non terrebbe conto del reale contesto edilizio e urbanistico e non risponderebbe a nessun interesse pubblico, bensì mirerebbe a soddisfare un mero interesse privato; non è corretto sostenere che la variante ha sottratto a Edilizia 94 ogni potenzialità edificatoria su area di sua proprietà, atteso che il comparto in questione è stato semplicemente suddiviso in due unità più piccole, senza alcun altro mutamento […]; non si spiega – si legge – la pretesa della ricorrente ad ottenere un surplus di capacità edificatoria».
