Non è stata ancora fissata la data di un nuovo tavolo al ministero delle Imprese e del Made in Italy ma quella del 20 gennaio era già stata indicata da Adolfo Urso, titolare delle deleghe nel governo Meloni, come deadline per Regione Umbria e Arvedi-Ast, chiamate a convergere su una soluzione possibile per ridurre i costi energetici che starebbero mettendo a rischio l’Accordo di programma e quindi il piano industriale di rilancio dell’acciaieria di Terni. In vista di quella scadenza, è fissata per venerdì 17 alle 9.30 l’audizione dell’assessore Regionale Francesco De Rebotti in Terza commissione consiliare a Terni e nel frattempo la rappresentanza sindacale dell’Ast lancia il proprio appello.

Arvedi-Ast e il caso energia «Nel prendere atto della campagna di informazione di Acciai Speciali Terni sulla questione del costo dell’energia – si legge in una nota congiunta dei delegati Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl – ci sentiamo di intervenire per precisare il nostro punto di vista. Il costo dell’energia si è legato da ultimo alla fattibilità dell’accordo di programma a cui non partecipano le organizzazioni sindacali ma vogliamo ricordare a tutti che già negli accordi ministenali del 2004 e successivi si ritrovano gli impegni delle istituzioni per trovare soluzioni che si sono trascinate fino ad oggi e mai concretizzate. Oggi siamo vicini alla conclusione della vicenda e vanno verificate le solide basi giuridiche che l’azienda ritiene di avere per sottoscrivere l’intero accordo di programma nella fase transitoria per arrivare alla soluzione finale nel 2029».

L’appello «Richiamiamo al senso di responsabilità le istituzioni tutte, affinché si trovi una via comune come in tutte le vertenze che hanno caratterizzato le sorti di Ast fino a questo momento. Divisioni politiche non sono patrimonio dei lavoratori e di questa comunità che, tra l’altro, oggi più che mai, con scenari internazionali incerti, potrebbero generare ricadute negative sul futuro dell’azienda e dei lavoratori, l’accordo di programma e il piano industriale di Ast deve essere, come la storia insegna, un patrimonio per tutti. All’azienda chiediamo in ogni caso di salvaguardare, valorizzare e migliorare le relazioni industnali per garantire investimenti, occupazione e salario. Tutti gli attori in campo devono avere l’interesse di rilanciare ll sito e le sue produzioni strategiche per il territorio e per il Paese, con un accordo di programma che accompagni i Piano industriale per uno sviluppo che possa traguardare le sfide delle transizioni in atto, con un consolidamento delle pruduzioni e dei mercati, con la proiezione che Arvedi Ast abbia come riferimento il mercato internazionale, garantendo sempre di più e meglio gli standard in materia di qualità del lavoro e rispetto dell’ambiente».

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