Un corridoio dell'ospedale di Perugia (©Fabrizio Troccoli)

«Sono allarmanti i dati sulla mobilità sanitaria passiva dell’Umbria, pubblicati da Agenas nel suo ultimo rapporto. Numeri che fotografano una realtà che ben conoscevamo, nella quale gli umbri e le umbre sono stati costretti dalla destra ad andare fuori regione per curarsi». Così il consigliere regionale del Pd, Tommaso Bori, che torna sulla necessità di una «operazione verità sulle liste d’attesa e sui conti». E sull’esigenza di prestare «la massima attenzione su una inversione di una tendenza che rischia di portare la nostra sanità, una volta benchmark, in profondo rosso».

©Fabrizio Troccoli

«L’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali – spiega Bori – evidenzia come l’Umbria, dal 2019 al 2023, sia stata la regione con il maggior incremento di mobilità passiva, ovvero di prestazioni sanitarie erogate fuori dalla nostra regione. Sono i numeri di quell’esodo sanitario che abbiamo più volte denunciato. A fronte di ciò, è diminuito anche il numero di pazienti che abbiamo attirato: -18 per cento. Da qui lo sbilancio di 24 milioni di euro di differenza. Gli umbri cercano fuori regione soprattutto risposte per malattie del periodo neonatale. Questi – conclude Tommaso Bori – sono i numeri di uno scempio perpetrato in cinque anni di amministrazione disastrosa della destra, che sarà nostro compito ribaltare attraverso una attenta analisi di quanto ereditato».

Betti parla di fallimento della destra rispetto al problema più sentito dei cittadini: «La realtà è la migliore risposta alle accuse di narrazione fuorviante e sbagliata che ci è stata rivolta nel corso degli ultimi cinque anni. E così, di fronte ai sondaggi che dicono che la sanità e le cure accessibili e gratuite sono la priorità del 70 per cento degli italiani, il rapporto Agenas sulla mobilità sanitaria, certifica il totale fallimento della politica della Giunta di destra»: così in una nota il consigliere regionale Cristian Betti (Pd). 

Cristian Betti

«Un cittadino su cinque è costretto ad andare fuori regione per curarsi – spiega Betti – e così la mobilità passiva cresce del 24 per cento rispetto al 2019, un aumento che è il peggiore in Italia. Ci sarà da rimboccarsi le maniche, ma ce la metteremo tutta per rimediare a questo disastro. Un disastro nella mobilità sanitaria ma anche nei target di Asl e di Aziende ospedaliere che, come scrive la Corte dei conti, non sono stati raggiunti per il 2022. In questo quadro – continua Betti – gli umbri e le umbre hanno detto la propria, hanno chiesto un profondo cambiamento e, come Partito democratico e come coalizione, insieme alla presidente Stefania Proietti, saremo in grado di ribaltare uno status quo che non possiamo permetterci di lasciare inalterato».

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