di Chiara Fabrizi

Un minorenne è in stato di fermo per l’omicidio di Salvatore Postiglione, il capomastro 56enne ammazzato con tredici coltellate all’alba di giovedì in un parcheggio pubblico di zona La Paciana a Foligno. Contestata anche l’aggravante della premeditazione, si tratterebbe di un 17enne nato a Foligno e di origine albanese, che aveva lavorato da luglio a ottobre come muratore nella stessa impresa edile di Foligno di cui è dipendente da anni Postiglione.

A lasciare il lavoro, questo risulta, sarebbe stato lo stesso minorenne. Da stabilire il movente del delitto che si cerca nell’ambiente di lavoro, da cui però nel rapporto tra i due non risultano liti né discussioni. Il ragazzo, che diventerà maggiorenne a dicembre, risulta inoltre sempre regolarmente retribuito. Qualcosa in più dirà forse nelle prossime ore lo stesso indagato, che deve essere sentito dal procuratore capo Flaminio Monteleone.

L’indagato, che ha piccoli precedenti per spaccio e furto, è stato identificato attraverso le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti sia nel luogo del delitto, dove il giovanissimo ha agito a volto travisato da un cappuccio, che in altri punti della zona. L’esame di varie clip ha permesso agli uomini della squadra mobile di Perugia di ricostruire sia il percorso compiuto dal giovane intorno alle 5.50 del mattino per arrivare in via La Louviere che quello inverso di fuga, avvenuto cioè alle 6.15 dopo il delitto, per tornare a casa.

L’esame delle immagini ha portato gli investigatori nella zona di piazza Ubaldi, che si trova a circa 2 km dal luogo dell’omicidio, riuscendo con una serie di rapide verifiche ad arrivare al minorenne che in quell’area risiede con la famiglia e che soprattutto risultava aver lavorato con Postiglione. Nella tarda serata di sabato è quindi scattata la perquisizione dell’abitazione del centro di Foligno in cui vive l’indagato: qui sono state sequestrate le sue scarpe ancora sporche di sangue, oltreché i vestiti che avrebbe indossato la mattina del delitto, tra cui una tuta con le strisce laterali ben visibili nei video.

A carico del giovane è quindi scattato il fermo con l’ipotesi di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione: dalle immagini della telecamera privata di via La Louviere che ha ripreso il delitto, infatti, si vedrebbe l’aggressore appostarsi per attendere Postiglione e poi aggredirlo col coltello. L’arma del delitto non è stata ancora trovata, ma per gli inquirenti si tratta di una lama da carne lunga, affilata e liscia, cioè non seghettata.

Gli investigatori per ora non hanno indicato un movente. Inizialmente era risultato che il 17enne fosse stato qualche giorno in prova in cantiere per poi non essere assunto, mentre stando ad altri elementi acquisiti in queste ore l’indagato avrebbe lavorato per la ditta di Postiglione da luglio a ottobre, quando poi si sarebbe licenziato. Perché è quello che gli investigatori devono capire.

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