di Elle Biscarini
«Senza assunzioni e una revisione dei collegamenti da e per l’aereoporto, l’ampliamento è un progetto senza senso» questa la posizione della Filt Cgil riguardo l’aeroporto internazionale dell’Umbria. Un deciso no anche all’autonomia differenziata, che secondo Ciro Zeno, segretario generale della Filt, «porterà investimenti per l’aeroporto, ma avremo grossi tagli. È una coperta corta, sono soldi che andranno a mancare in una regione che già soffre in maniera cronica».
Collegamenti «I progetti di ampliamento – continua Zeno – senza dei collegamenti razionali, non hanno senso». Nonostante il volume dei passeggeri in questo periodo non corrisponda alle aspettative della gestione, i disagi per chi parte e chi arriva non sono pochi. «Post Covid – aggiunge Zeno – c’è stata un’esplosione di turismo continentale. L’Umbria ha intercettato a tratti quel mondo, ma non stati ben integrati i servizi. C’è disconnessione tra aerei e Freccialink. I collegamenti da e per il centro di Perugia a volte non coincidono con gli arrivi e le partenze. Servirebbe più sinergia tra i settori treno-bus-aereo. Altrimenti, ognuno fa quello che è nelle proprie prerogative e chi ne paga lo scotto è il viaggiatore». Per quanto riguarda la fermata aeroporto, secondo il segretario, «a 3km di distanza non ha senso. Vediamo l’esempio di Fiumicino e Ciampino, dove i treni entrano direttamente negli aeroporti. Serve integrazione tra i trasporti».
Organico Altra nota dolente, il personale. «L’aeroporto è sotto organico sotto ogni punto di vista – dice Silvia Cascianelli della segreteria regionale – Parliamo di 38 lavoratori stabili in bassa stagione, a cui si aggiungono 33 unità per il periodo estivo. Questa è una forza lavoro che in bassa stagione si trova in situazione di precariato. Abbiamo chiesto di stabilizzare gli operatori, una risorsa preziosa, perché si tratta di forza lavoro formata per la cui formazione l’azienda ha speso tempo e risorse. Abbiamo cercato un compromesso con la Sase spa, ma abbiamo ricevuto poche risposte. La dirigenza non ci è sembrata molto interessata» conclude.
Un milione di passeggeri L’obiettivo di Palazzo Donini di ampliare l’aeroporto per raggiungere il milione di passeggeri in un anno, secondo la Filt, «sembra uno spot elettorale. Serve un tavolo con l eistituzioni, la Sase, Trenitalia, Busitalia e i sindacati. Lo scalo è pericolosamente sotto organico e i lavoratori non possono prendere ferie e/o riposi. Aumentare i voli senza aumentare il personale non farebbe che aumentare il disservizio e la sofferenza dei lavoratori. Siamo al limite da diversi mesi». Secondo il sindacato, dunque, per raggiungere l’obiettivo della Regione serve «come minimo il doppio dell’organico, se non il triplo. Automatizzare tutto non è fattibile: per la movimentazione dei bagagli, il front desk, la sicurezza, come vigili del fioco e forze dell’ordine, servono esseri umani. L’attuale l’organico basta per 200mila passeggeri annui, e già ne arrivano 500mila. Serve strumentazione e personale. Se punti a crescere devi considerate tutto».
