Per la realizzazione di un forno crematorio a Terni l’apprezzamento è bipartisan; tuttavia in consiglio comunale lunedì mattina non manca la considerazione dell’assenza di sale settorie e celle frigorifere per quelle salme che spesso sono dichiarate a disposizione dell’autorità giudiziaria e sui costi annuali che ciò comporta per l’ospedale cittadino. Non solo. Anche il diritto di superficie gratuito che verrebbe concesso al privato che si occuperebbe di progettazione, realizzazione e lunga gestione dell’impianto, frenano la massima assise ternana. Piuttosto che dire sì all’interesse pubblico per l’opera, l’aula di Palazzo Spada ha rinviato la questione all’esame di due commissioni congiunte.

Forno crematorio In ballo la proposta Altair Funeral, società leader del settore, in raggruppamento di impresa con la Edilver srl; un’operazione da circa 4 milioni e mezzo di euro della quale sin qui si è occupata una commissione tecnica dell’ente comunale e il Responsabile del procedimento, l’ingegnere Federico Nannurelli. Nella proposta del privato la concessione vale 25 anni e poi l’impianto tornerà al Comune che non ha spese in questa fase e anzi avrebbe la garanzia di almeno 70.000 euro annui come canone che il gestore verserebbe nelle casse comunali dagli introiti derivanti dalle utenze (previsto sconto sulle tariffe per i residenti del 30%). Nel corso dei mesi passati valutata anche la possibilità di un impianto per gli animali ma la modifica è stata ritenuta economicamente svantaggiosa.

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