«Dopo la seconda brutale aggressione verbale che, puntualmente in assenza del sindaco, ho subito da parte di un collega assessore solo per aver fermamente reclamato il diritto alla salute per lavoratori e cittadini ternani, ritengo non ci siano più le condizioni per andare avanti in giunta, a Terni». Queste le parole dell’assessore Mascia Aniello, affidate ad una nota, con le quali lunedì mattina ha annunciato l’uscita dalla giunta comunale di Terni. La titolare di Ambiente, Verde pubblico ed altre deleghe è la seconda a lasciare l’amministrazione Bandecchi, dopo l’ex Lucio Nichinonni. In serata, dopo le parole del Sindaco Bandecchi, la replica della giunta comunale.

Aniello lascia la giunta Bandecchi «Ho voluto evitare fin qui strumentalizzazioni, posticipando a oggi la necessaria decisione di dimettermi irrevocabilmente dall’esecutivo comunale, senza peraltro aver mai ricevuto le scuse dell’interessato – scrive Aniello -. Reputo gravissimo che un uomo, tanto più una personalità pubblica, perpetri simili forme di violenza per imporsi contro una donna. Questi episodi sono certamente parte dei quotidiani fenomeni di ordinaria follia machista che si registra tuttora in ogni ambiente, professionale e non solo. A dispetto di tante battaglie, la parità resta una chimera: in questa società, una donna, anche con istruzione, cultura, esperienze equivalenti, deve ancora faticare il triplo solo per affermare un’idea, essere ascoltata, essere rispettata; invece un uomo, per scontato diritto di genere e a prescindere dai titoli, magari grazie a toni violenti, riesce generalmente a prevalere. Io dico no».

Le motivazioni «Non intendo far passare sotto silenzio e, quindi, avallare queste gravi prevaricazioni, perché se, nel merito, certe doverose battaglie per la legalità ormai proseguiranno senza sosta sul fronte giudiziario, nel metodo occorre che la nostra società evolva, altrimenti, persino dinanzi alle più idee più innovative, non avremo futuro – continua la nota -. Sia chiaro che questo non è un passo indietro rispetto all’impegno civico sin qui assunto; è piuttosto un doppio passo avanti, sia come umile testimonianza per l’emancipazione delle donne, sfida mai davvero vinta; sia per la liberazione della città di Terni da un giogo opprimente, quello dell’enorme inquinamento siderurgico, mai sanzionato dalle Autorità. Alle molte, troppe donne che, quotidianamente, subiscono in rassegnato silenzio ignobili soprusi, piccoli e grandi, portandosi dentro -per tutta la vita- cicatrici tanto invisibili quanto profonde; e alle molte, troppe donne che, come me, con un bimbo in grembo subiscono sopraffazioni, voglio ricordare che noi siamo infinitamente più grandi di questi piccoli uomini che, senza educazione. senza vergogna, inaugurano panchine rosse di ipocrisia, partecipano a convegni, salgono in cattedra, professando rispetto solo a parole – chiosa Aniello -. Quel rispetto che viceversa dovrebbe rappresentare il minimo sindacale di ogni relazione umana».

La replica della giunta «In merito alle accuse rivolte dall’assessore Mascia Aniello a giustificazione delle proprie dimissioni dall’incarico chiariamo – dichiarano in una congiunta gli assessori Viviana Altamura, Michela Bordoni, Giovanni Maggi, Marco Iapadre, Stefania Renzi, Marco Schenardi – che le riunioni della giunta si sono sempre svolte in un clima di serenità generale e di grande condivisione, ferma restando la salvaguardia della libertà di pensiero rispetto ai singoli provvedimenti. Un clima nel quale l’obiettivo è sempre stato quello di raggiungere il punto di mediazione più alto nell’interesse dei cittadini. Modalità operativa evidentemente non più condivisa dall’assessore Aniello.
Prendiamo atto delle dimissioni ma teniamo a sottolineare che la ricostruzione da lei fatta non corrisponde alla verità e quand’anche ci fosse stata tensione verbale questa è nata da gravi insinuazioni rivolte dalla stessa nei confronti dell’assessore Cardinali, che ha replicato, invece, in modo fermo ma educato. Rimaniamo infine dispiaciuti di apprendere solo a mezzo stampa e in un contesto non pertinente la lieta notizia del suo stato di gravidanza per il quale le auguriamo ogni bene».

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