«Sventata rivolta di detenuti nel carcere di Spoleto». A denunciarlo Fabrizio Bonino, segretario regionale del Sappe (sindacato autonomo di polizia penitenziaria) che denuncia, una volta di più, «una situazione al limite della sopportazione» per gli agenti in servizio a Spoleto e chiede «un urgente sfollamento, per almeno 25 unità, della sezione di Media sicurezza», a cui appartengono i quattro detenuti che hanno tentato di organizzare la rivolta, e «l’immediato invio del contingente di 38 unità recentemente stabilito nel piano di incrementi del personale per il 2024».

Carcere di Spoleto, tentativo di rivolta In base alla ricostruzione fornita da Bonino, nel tardo pomeriggio del 3 maggio scorso «quattro detenuti, di cui due di origini campana e due sudamericani, si sono piazzati vicino al cancello d’ingresso della Sezione: due di loro si erano armati di spranghe di legno ricavate dai tavoli in uso nelle celle e, con minacce di morte rivolte agli agenti, ne impedivano l’ingresso». Durante i concitati minuti che hanno preceduto la trattativa, i due detenuti coi grossi bastoni avrebbero anche «tentato di colpire l’ispettore coordinatore della sorveglianza generale, che nel frattempo era intervenuto sul posto».

Trattativa Il sindacalista spiega che i detenuti «pretendevano di parlare immediatamente con la direttrice dell’istituto e, pur essendo stati informati che la stessa non era più in loco, a nulla sono valsi i tentativi di mediazione del personale di Polizia presente, tanto da dover richiedere l’intervento del sostituto commissario, in questi giorni facente funzioni di comandante, il quale dopo ore di trattative è riuscito a convincere i detenuti a interrompere la rivolta».

Sfollamento detenuto e più agenti Da qui le richieste del Sappe per «un’immediata riduzione della presenza di detenuti appartenenti al circuito di Media sicurezza» e per un intervento che renda tollerabile agli agenti il servizio nel carcere di Spoleto dove continuano ad accumularsi «giornate di congedo e riposi settimanali arretrati, migliaia di ore di straordinario rese oltre il limite individuale e neanche retribuite, a fronte di una carenza di personale che si attesta al 40 per cento e in assenza di un comandante titolare oramai da quattro mesi e senza vedere la possibilità una soluzione in tempi brevi».

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