Arriverà a Spoleto venerdì pomeriggio accompagnata da Fausto Mesolella degli Avion Travel e insieme, alle 21.30, saliranno sul palco di piazza Duomo. Nada, nome di punta del cartellone degli eventi di agosto, si presenterà alla città con un concerto di musica leggera da camera in cui suoni e melodie del passato si fondono con il presente di due grandi artisti italiani. Nell’attesa che la data umbra del duo chitarra e voce confermi l’apprezzamento di critica e pubblico registrato finora, Nada si racconta. Dai tempi di il «Cuore è uno zingaro» fino all’ultimo disco «Vamp», passando per libri, collaborazioni, esperienze e trasformazioni.
Una domanda forse scontata ma certamente d’obbligo davanti ad una carriera lunga e diversificata come la tua. Dai tempi di «Amore Disperato» e «Ma Che freddo fa», come si è evoluto lo stile di Nada?
Dagli esordi sono cambiate tante cose perché col tempo, tutto quello che succede intorno lascia una traccia dentro di te e ti trasforma. Rispetto all’inizio è sicuramente cambiato che adesso canto le cose che scrivo.
Nella tua carriera hai esplorato moltissimi ambiti dell’arte. Dalla musica, al cantautorato ma hai anche scritto libri o testi per il teatro e per il cinema. In cosa ti riconosci maggiormente?
Ho avuto la possibilità di sperimentare diverse cose e mi sono trovata bene nel farlo ma la musica resta comunque la mia attività principale. Mi piace molto anche scrivere per il teatro o scrivere libri, -proprio in questi giorni è uscito nelle librerie «La grande casa» il terzo libro firmato Nada, ndr). Sono delle cose che uno sente. Ti piace l’idea di poter proiettarti in dimensioni diverse e se funziona, ci provi gusto e continui. Tutto fa parte di me.
Ascoltando il tuo ultimo disco «Vamp», si riconoscono diversi stili, dall’acustico allo sperimentale. Qual è stato il percorso di questo progetto discografico?
E’ un disco abbastanza vario. Dentro questo progetto ci sono diversi stili, varie facce. Gli arrangiamenti sono molto complessi e hanno dietro una struttura pensata per ogni brano. Non avevo mai utilizzato sia l’acustico che l’elettronico. I miei dischi fino prima di «Vamp» venivano registrati in studio col gruppo, in diretta. Invece questo è un disco più pensato e più elaborato a livello mentale più che suonato di getto con l’energia della band. Queste canzoni mi hanno permesso di costruire sempre nuovi arrangiamenti proprio perché sono molto diverse tra loro. Dentro questo disco ci sono pezzi sperimentali ma anche acustici, melodici o pop e io mi sono divertita a creare per ognuno di loro un tessuto musicale e sonoro.
A proposito di incontri artistici che hanno influenzato la tua carriera cosa racconteresti.
Gli incontri artistici sono tutti importanti. Per me la vera svolta è stata incontrare Piero Ciampi perché con lui ho capito che non bisognava usare solo la voce ma anche la parola. L’incontro con Ciampi è stato un momento di crescita per me ed è da quel momento che ho iniziato a scrivere i testi che cantavo e che mi sono avviata nella strada del cantautorato.
E la collaborazione con Fausto Mesolella degli Avion Travel che ti accompagnerà nel concerto di venerdì, com’è nata?
Lui faceva parte degli Avion Travel, qualche anno fa io e Fausto abbiamo iniziato a suonare per gioco, per divertimento, per scambiarci le nostre idee e le nostre esperienze. Abbiamo capito che il risultato di questa collaborazione era un qualcosa di molto forte, qualcosa che il pubblico apprezzava particolarmente e visto che funzionava abbiamo continuato.
Cosa dobbiamo aspettarci dal tuo show di Piazza Duomo? Ascolteremo pezzi del passato riarrangiati in nuovi percorsi insieme ai tuoi lavori più recenti?
Ci saranno sicuramente i pezzi storici come il «Cuore è uno zingaro» o «Ma che freddo fa» e quelli che hanno avuto più successo ma certamente vivere di rendita e di ricordi non è nel mio stile. Oggi io sono ovviamente molto lontana da quel periodo, grazie al un percorso artistico molto sfaccettato e pieno. In questo concerto ci sono molti lavori miei di tutto questo periodo. E’ un concerto voce e chitarra forse un po’ più classico e melodico rispetto a quello che faccio con il gruppo. Ogni brano, grazie anche al supporto di Fausto Mesolella viene riletto in maniera molto essenziale ma contemporaneamente molto forte.
Da questo tour, ne uscirà un album?
Perché no, chissà! A metà settembre, dopo circa un anno di tour mi fermerò. E inizierò a lavorare a qualcos’altro ma per il momento non ho programmi o progetti in cantiere.
I biglietti sono disponibile su ticketitalia in prevendita a 10 euro o al botteghino di piazza Duomo sempre a 10 euro.


