
di Francesca Marruco e Lucia Caruso
Notte terribile per il titolare di un night club di Arezzo, residente a Galliano di Città di Castello, che intorno alle 4, rientrando nella propria abitazione, ha trovato ad attenderlo quattro rapinatori armati di pistole e coltelli, che lo hanno bloccato sull’uscio. Due, di 21 e 24 anni, sono già stati arrestati dai carabinieri, mentre altri due 26enni albanesi, feriti, sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria per concorso in rapina: a trovarli, a mezzogiorno di sabato, la polizia di Città di Castello che li ha scovati in un casolare di Parnacciano mentre cercavano di lavarsi le ferite con l’acqua di un abbeveratoio. Tutti vengono dalla zona di Arezzo dove l’imprenditore, come detto, gestisce un locale.
Lo hanno aspettato L’imprenditore venerdì notte è stato colpito con un pugno e i rapinatori sono così entrati nella casa dove c’erano la moglie e i tre figli. I malviventi li hanno legati e hanno rubato l’incasso della serata del locale, gioielli e preziosi, minacciando uno dei figli dell’uomo con un coltello puntato alla gola.

Il sangue freddo della figlia I rapinatori non si erano accorti però della presenza di una figlia dell’imprenditore che, mentre loro erano in casa, è riuscita con molto sangue freddo a chiamare il 112. I carabinieri della compagnia di Città di Castello sono immediatamente intervenuti, riuscendo a intercettare il fuoristrada dell’imprenditore a bordo del quale i malviventi sono fuggiti.
L’inseguimento Dopo un inseguimento in cui il fuoristrada dei rapinatori ha speronato una vettura dei carabinieri, i malviventi hanno avuto un incidente. Due di loro sono stati immediatamente fermati da altri militari che nel frattempo erano arrivati. Uno dei rapinatori è rimasto leggermente ferito ad un braccio da un colpo di pistola esploso dai militari, mentre altri due sono fuggiti e, come detto, sono stati ritrovati qualche ora dopo in un casolare. Solo uno dei due arrestati ha dato le sue generalità, l’altro si è rifiutato.

La battuta di ricerche I carabinieri di Città di Castello insieme a quelli di Perugia li hanno cercati nelle campagne del tifernate. Per localizzarli è stato usato anche un elicottero dell’Arma. La refurtiva è già stata recuperata e restiuita. Per la famiglia dell’imprenditore solo un grosso spavento: nessuno di loro è stato fortunatamente ferito. «Non c’è nessun nesso – ha spiegato in mattinata alle telecamere di Umbria24 il colonnello Angelo Cuneo, comandante provinciale dei carabinieri di Perugia – tra questa rapina e quelle note dei mesi scorsi. Tengo a sottolineare la tempestività e la professionalità dimostrata dagli uomini dell’Arma di Città di Castello».
Il basista Impossibile che non ce ne fosse uno. E questa volta si trattava di un cinquantenne di Città di Castello, che in passato ha lavorato nel locale del proprietario della villa, e che negli ultimi giorni ha accompagnato i quattro albanesi a fare dei sopralluoghi sulla casa prescelta per essere depredata. La procura di Perugia lo ha iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di concorso in rapina.
Il plauso «Straordinaria rapidità di risposta – ha commentato Vincenzo Cardellicchio, prefetto di Perugia -, perfetta armonia e coordinamento nell’intervento». Nel corso della mattinata analoga soddisfazione ha manifestato il questore Niccolò D’Angelo «per il personale di quel commissariato che collaborando in perfetta armonia e coordinamento nell’intervento ha assicurato alla giustizia altri due malavitosi responsabili dell’aggressione». Infine la notizia è giunta anche al sottosegretario all’Interno, Carlo De Stefano, delegato per gli affari del dipartimento della Pubblica sicurezza che ha espresso «gratitudine al prefetto e alle forze dell’ordine per l’impegno a garanzia della sicurezza della comunità perugina».

Comments are closed.