di Francesca Marruco
Non aveva proprio idea che l’uomo a cui aveva dato una spinta alla biglietteria della stazione di Perugia, era morto qualche ora dopo per shock emorragico. Probabilmente non ha letto alcun giornale il 33enne perugino adesso denunciato a piede libero per omicidio preterintenzionale.
Ignaro Anzi, se ne fosse stato a conoscenza, ha detto agli agenti della squadra mobile che venerdì pomeriggio lo hanno rintracciato nella sua casa di Perugia, si sarebbe presentato spontaneamente alla polizia. Venerdì dunque, passato lo stupore, ha ammesso di essere stato lui ad aver colpito l’anziano.
I fatti Un ragazzo tranquillo, con un lavoro come tanti altri, e una fidanzata che era con lui al momento della lite con Ivo Volpato. Erano andati insieme alla biglietteria della stazione per cambiare un biglietto del treno: un’operazione che aveva richiesto un po’ di tempo e che aveva fatto perdere la pazienza all’anziano poi deceduto. Tanto che ha iniziato a discutere con i due giovani: lui ha finito col dargli una spinta in petto.
Concausa Una spinta che, secondo quanto stabilito dall’autopsia fatta dalla dottoressa Laura Paglicci Reattelli, dovrebbe essere almeno una concausa della morte dell’uomo. Per questo per il giovane, attualmente denunciato a piede libero, si prospetta un processo pesante.
Le riprese Per rintracciarlo, gli uomini della squadra mobile di Perugia, che hanno affiancato quelli della polfer, si sono serviti della traccia informatica lasciata dai due giovani al momento del cambio del biglietto, delle telecamere interne della stazione, che hanno ripreso per intero la scena, ora agli atti del procedimento, e di quelle esterne, di sicurezza situate in via del Macello, dove i due giovani avevano posteggiato l’automobile.
La macchina rosso rame E’ stata proprio la loro autovettura, di cui non si leggeva la targa, a mettere i poliziotti sulla strada giusta: il color rosso rame dell’automobile infatti è stato molto utile per individuarli. Gli agenti della mobile, sono anche andati a Lecce e a Frosinone per verificare che non fossero altre persone residenti in quei posti. Il pubblico ministero Manuela Comodi aveva subito aperto un fascicolo per omicidio preterintenzionale, in cui adesso c’è il nome del ragazzo. Per la fidanzata invece nessun provvedimento, vista la totale estraneità al gesto.


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