di Enzo Beretta
Condannato dalla Corte d’appello di Perugia a sette anni di carcere l’albanese Varoshi Hasan accusato di incendio doloso e lesioni dolose nei confronti della ex fidanzata alla quale aveva dato fuoco nella sua abitazione di Gaifana, tra Nocera Umbra e Gualdo Tadino. I fatti risalgono al 30 gennaio 2017. In primo grado il tribunale collegiale di Spoleto aveva condannato l’uomo a cinque anni di carcere per lesioni personali aggravate, in appello i giudici (presidente Paolo Micheli) hanno riqualificato le accuse. La donna aveva riportato ustioni di secondo e terzo grado sul volto, sulle mani e sui piedi, insieme ad una ferita da taglio all’addome. Era stata lungamente ricoverata al Centro grandi ustioni dell’ospedale di Genova.
I fatti Secondo l’accusa il 25enne Varoshi era entrato in casa dell’ex compagna, aveva staccato il contatore dell’energia elettrica per non far scattare l’allarme e annientare il sistema di videosorveglianza e poi l’aveva minacciata di morte e colpita con un bastone. Una volta che la poveretta era svenuta a terra – è sempre la ricostruzione dell’accusa – aveva rovesciato una tanica di benzina in camera da letto, sui mobili del soggiorno e in cucina. L’incendio – è stato detto – è stato innescato dalla rottura della batteria del cellulare della vittima. Per quei fatti Varoshi era finito agli arresti domiciliari. L’imputato è stato difeso dall’avvocato Giuliano Bellucci, tra i legali di parte civili impegnati nel prcedimento Massimo Brazzi e Tiziana Fusaro.
