Un agente durante le operazioni (Foto Archivio Umbria24)

di Maurizio Troccoli

Emette fatture ma non le registra in contabilità. Gli importi equivalenti transitano tra i suoi numerosi conti correnti e quelli di altre due persone «complici delle operazioni». Finisce così nella trappola della guardia di finanza un imprenditore edile, titolare di una ditta individuale e a capo di una società. Entrambi considerati dalle fiamme gialle «evasori totali».

I dettagli Non ha dichiarato all’erario circa 2,5 milioni di euro ai fini delle imposte dirette e circa centomila euro ai fini dell’imposta sul valore aggiunto. «In particolare, l’attività delle fiamme gialle della città del Festival è stata rivolta nei confronti di una ditta individuale e di una società riconducibili alla stessa persona fisica ed entrambe risultate essere “evasori totali” poichè accomunate dal medesimo fine di non aver presentato le prescritte dichiarazioni annuali ai fini Iva e delle imposte dirette per l’anno 2008», è scritto in una nota della guardia di finanza.

Le indagini Proprio in ragione «dell’insidiosità del comportamento aziendale», la verifica è stata inizialmente indirizzata all’analisi della documentazione contabile ed extracontabile acquisita all’atto dell’accesso presso le sedi del contribuente per poi riscontrare i dati così ottenuti, anche attraverso l’effettuazione di mirati controlli incrociati eseguiti presso i clienti dell’imprenditore edile, con l’analisi della corposa documentazione bancaria acquisita presso gli operatori bancari e finanziari con cui il soggetto sottoposto a controllo e le sue imprese avevano intrattenuto rapporti.

L’operazione In sintesi, è emerso che la «consistente evasione fiscale è stata perpetrata attraverso una serie di fatture, regolarmente emesse dalla ditta e dalla impresa edile, che tuttavia non venivano annotate nella contabilità e, di conseguenza, non dichiarate al fisco mentre i relativi ingenti importi così riscossi affluivano sui numerosi conti correnti riconducibili all’imprenditore edile ed ai due soggetti a questi collegati. Somme, ovviamente, di cui non era stata rilevata traccia sia nella documentazione contabile ufficiale che nella documentazione extracontabile acquisita», scrivono i finanzieri.

L’accusa A conclusione delle attività ispettive, il soggetto rappresentante legale della società e titolare della ditta è stato segnalato alla competente autorità giudiziaria in relazione a specifiche ipotesi di reato che verranno eventualmente a concretizzarsi a seguito dell’attività di accertamento da espletarsi a cura dei competenti uffici finanziari. Inoltre, per il soggetto è stata avanzata la proposta di applicazione delle misure cautelari, al fine di garantire il credito vantato dall’erario.

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