di Francesca Marruco
I cambiamenti si sa, sono sempre accompagnati da polemiche, più o meno fondate e veritiere. Quando poi il colpo di spugna arriva dall’alto, senza possibilità di contrattare, ma solo di incassare, è anche peggio. La soppressione di tutte le sedi distaccate dei tribunali dell’Umbria e di quello di Orvieto, insieme alla sua procura, trova pochi sostenitori, tra chi, nel comparto giustizia, ci lavora tutti i giorni. Gli avvocati delle sedi che verranno soppresse sono concordi nel criticare fortemente la decisione del Governo. Così come i lavoratori degli uffici giudiziari. Chi non vede grossi problemi è invece la presidente della sezione umbra dell’Anm Manuela Comodi.
Città di Castello, contiamo poco A sparire dalla geografia della giustizia umbra saranno le sedi di Gubbio, Assisi, Città di Castello, Todi, Foligno e Orvieto. L’avvocato tifernate Eugenio Zaganelli ci va giù duro dicendo che «A livello politico, a Città di Castello contiamo poco. Se un senatore a Spoleto è riuscito a far mantenere la sede, con tutti i rappresentanti politici che abbiamo noi, non aver ottenuto nulla vuol dire che contiamo poco». E definisce una «grande perdita» la soppressione della sede tifernate, « perché il tribunale – sostiene -, oltre che agli addetti ai lavorio, portava indotto per tutta la città, tutte le attività intorno. Per noi avvocati forse cambia poco, però è un gran danno, un ufficio giudiziario è una grande perdita, per qualsiasi atto dovremo fare riferimento a Perugia, il che implicherà un costo in più per i cittadini. E’ anche un gran dispiacere constatare che come avvocati contiamo veramente poco».
Gubbio, non siamo contenti A Zaganelli, fa eco da Gubbio l’avvocato Mario Monacelli che dice: « Non siamo contenti di questo provvedimento come non lo sono tutti coloro che sono interessati della soppressione degli uffici giudiziari. Tenuto conto della particolarità del territorio di Gubbio poi si poteva fare una scelta diversa. È chiaro – aggiunge- , che a questo, punto trattandosi di un provvedimento su larga scala, difficilmente potrà essere contestato. L’importante allora è che questo cambiamento porti maggiore funzionalità alla giustizia, oltre a rappresentare un risparmio, altrimenti aggiungiamo un danno ad uno già fatto».
Orvieto penalizzata Stesse considerazioni arrivano da Orvieto, che si è vista cancellare tribunale e procura con un colpo solo. E’ l’avvocato Giuseppe Marruco a dire che «Con la soppressione del tribunale di Orvieto è il territorio che si impoverisce» e sono i cittadini che incontreranno «più disagio sia per la lontananza della sede di Terni, sia perché i carichi di lavoro delle sedi più grandi creano sempre delle disfunzioni» .«Orvieto – aggiunge il legale – è una città già fortemente penalizzata dalla crisi economica, e questo provvedimento creerà problematiche anche per tutto quello che gira intorno all’attività giudiziaria. Senza contare che in questo modo, la domanda di giustizia viene ostacolata in maniera decisiva: già ci sono prezzi proibitivi soprattutto nel civile, questo di certo non agevolerà la domanda dei cittadini che dovranno sostenere costi più alti».
Proteste dei dipendenti Decisamente contrari al provvedimento tutti quei dipendenti degli uffici giudiziari che si non verranno mandati a casa, ma verranno ricollocati in altre sedi. Sicuramente meno comode di quelle sotto casa. «Avevamo chiesto un incontro con il ministro Severino – dice Pippo Cirillo coordinatore della Cisl durante la manifestazione fuori da palazzo di giustizia a Perugia venerdì mattina -, poi si è rifiutata di farlo. Noi non abbiamo fatto nessun accordo per il personale che dovrà spostarsi. Come i cittadini che dovranno fare parecchi chilometri magari per sentirsi rinviare l’udienza. Questo non è applicare una revisione per creare più efficienza, è creare più ingiustizia per tutti».
L’Anm «Credo non ci sia alcuna controindicazione» dice invece il presidente della sezione umbra dell’Anm Manuela Comodi. «Il presidio di legalità- ha aggiunto il magistrato –è assicurato dalla presenza delle forze dell’ordine non dagli uffici giudiziari». La Comodi ha ricordato come più volte l’Associazione dei magistrati si sia già espressa, a livello nazionale e locale, in favore di interventi di razionalizzazione e rivisitazione del sistema giustizia. «Mi auguro – ha aggiunto – che ci sia ora un più congruo impiego di magistrati e una ri-distribuzione del personale amministrativo» Per quanto riguarda i riflessi sulla popolazione della decisione del Governo, la Comodi ha sottolineato che i «comuni cittadini non sono certo alle prese tutti i giorni con tribunali e giudici di pace».

