Alunni fuori da una scuola di Perugia (©Fabrizio Troccoli)

Il bonus psicologo ha riscosso un successo indiscutibile. A valutarlo sul fronte di quanti ne hanno fatto domanda non c’è dubbio che lo strumento è percepito come un vero aiuto. C’è il problema però che tra averne il bisogno e disporre dello strumento c’è una grande differenza. Basti sapere che soltanto 1 su 9, tra quanti hanno fatto richiesta diretta sul sito dell’ines, riusciranno ad avere l’aiuto economico richiesto. Le domande di sussidio, possono essere inviate fino al 24 ottobre. Il contributo massimo previsto per ogni richiedente, sulla base del proprio Isee è di 600 euro. Almomento è stata calcolata una platea di possibili beneficiari dell’11% dei richiedenti.

Dall’Umbria sono partite 5.727 richieste di bonus, mentre a livello regionale sono la Lombardia,il Lazio, la Campania, l’Emilia Romagna e il Piemonte i territori da cui sono partite più richieste, in rapporto agli abitanti. Quanto alle città, Roma è quella con maggiori richieste di bonus. Altri dati, sempre a livello nazionale, dicono che oltre il doppio dei richiedenti è donna, con 233.235 richieste totali a fronte di 103.206 da parte di uomini e la fascia maggiormente coinvolta è degli under 35 che rappresenta il 60% di richiedenti. E’ popolata anche la fascia 36-50 anni con 98.129 richieste di bonus. Scende a un terzo ovvero 31.757 la fascia 51-65 anni.

Le riflessioni che vengono mosse dagli esperti sono di diversa natura. Intanto si assiste ad uno ‘sdoganamento’ del tabù legato alla salute mentale. I giovani hanno rotto il muro dell’imbarazzo e sono molto più propensi a esprimere proprie debolezze o fragilità. Soprattutto rispetto a un periodo passato che vedeva ancora incidere significativamente l’idea dell’uomo forte. In secondo luogo con 600 euro, per chi riuscirà a ottenerli tutti è possibile ottenere anche fino a 6 o persino 8 sedute, nei casi più fortunati. Non tutti però hanno bisogno di un percorso lungo. Il professore Massimo Ammaniti a Repubblica ha spiegato che «Con quei soldi si può ottenere un aiuto breve, focalizzato sulle difficoltà della persona. Comunque, non credo che tutti coloro che hanno presentato la domanda siano in una situazione di vulnerabilità o abbiano delle patologie. In molti casi si può trattare di persone che soffrono di un malessere temporaneo, che non necessariamente richiede un percorso impegnativo». E poi che «sarebbe più opportuno recarsi da chi ha anche una formazione clinica, cioè lo psicoterapeuta». Il suo appello alla politica è quello di tenere in considerazione il fatto che non riuscendo con le aziende sanitarie a fare fronte al bisogno, molte domande resteranno inevase, mentre bisogna impegnarsi di più sul fronte della salute mentale, anche con il Pnrr.

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